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“Inaccettabile sentire Luca Giampieri parlare di macerie lasciate dal Pd, governa da 7 anni”

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Simone Brunelli

Simone Brunelli

Nicoletta Tomei

Nicoletta Tomei

Civita Castellana – “Sentire Luca Giampieri parlare di ‘macerie lasciate dal Pd’ è una propaganda ormai inaccettabile”. I consiglieri comunali dem di opposizione Simone Brunelli e Nicoletta Tomei replicano duramente a dichiarazioni del sindaco di Civita Castellana, accusandolo di aver guidato la città “abitando più il palazzo che la città” e indicando in Danilo Corazza “la discontinuità totale” necessaria per restituire “dignità, fiducia e orgoglio” alla comunità.

Simone Brunelli e Nicoletta Tomei contestano il racconto politico dell’ex primo cittadino, ricordando come Giampieri abbia governato “senza interruzioni” negli ultimi sette anni, “prima da capogruppo, poi per sei anni da sindaco”.

“Le macerie – dichiarano – le lascia chi, dopo la più grande stagione di investimenti pubblici dal dopoguerra, non riesce a consegnare alla città nemmeno un’opera davvero compiuta”.

I due consiglieri puntano il dito anche contro la gestione delle partecipate e degli organismi cittadini: “Le macerie le lascia chi ha visto la Sate chiudere in passivo, la Fondazione produrre un buco da 150mila euro e la propria maggioranza sgretolarsi pezzo dopo pezzo”.

Secondo gli esponenti dem, il problema principale dell’ex sindaco sarebbe stato il distacco dalla realtà cittadina. “Per sei anni ha abitato il palazzo più della città. Ha fatto il cerimoniere, ha riempito i giornali di foto e dichiarazioni, ma non ha ascoltato davvero le persone”.

Brunelli e Tomei sostengono che Giampieri “non abbia capito cosa stesse cambiando, quali fossero le difficoltà quotidiane e quanto fosse profondo il malcontento che oggi si respira”, accusandolo inoltre di continuare “a parlare di ideologia, di sinistra, di macerie”, dimenticando che “fare il sindaco è un’altra cosa”.

“Il sindaco è un’istituzione: deve unire, non dividere. Deve aiutare, programmare, costruire futuro”, sottolineano nel comunicato.

Da qui l’appello a una svolta politica netta: “In questi anni Luca Giampieri ha pensato più al proprio destino personale che a quello della città. Per questo serve una discontinuità totale, nelle forme e nella sostanza”.

Per il Partito democratico questa discontinuità “si chiama Danilo Corazza”, descritto come “una persona preparata, capace di ascolto, altruismo e presenza vera tra la gente”.

“Fare il sindaco – concludono Brunelli e Tomei – deve essere un punto di arrivo, non un punto di partenza. Solo così si possono restituire alla città dignità, fiducia e orgoglio”.


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