Viterbo – “La comunità musulmana vuole essere uno strumento di costruzione della società”. Muhammed Kdib è il presidente dell’associazione culturale islamica. Ieri mattina, a Viterbo, nella palestra della Libertas Pilastro, a cavallo del Riello, la festa di īd al-naḥr, la festa del sacrificio. Per i fedeli islamici una delle più importanti dell’anno. Oltre quattromila le persone presenti.
Viterbo – Comunità islamica – La festa di īd al-naḥr, la festa del sacrificio
Una festa in cui si ricorda il sacrificio sostitutivo effettuato con un montone da Abramo, obbediente al disposto divino di sacrificare il figlio Ismaele ad Allah prima di venire fermato dall’angelo. È la festa della fede in Allah per eccellenza.
“Cerchiamo sempre di collaborare e di essere uno strumento di costruzione della società – spiega Kdib –. Nella diversità la nostra comunità è una forza. Una comunità in crescita, capace di gestire i propri eventi nel migliore dei modi”.
Sono 15 mila i musulmani in provincia di Viterbo, di cui 5 mila nel capoluogo caratterizzando interi quartieri della città dei Papi, come Pilastro, San Faustino e buona parte del centro storico. Molti quelli che lavorano in edilizia, agricoltura e nei servizi alle persone. Diverse anche le attività imprenditoriali aperte nel corso degli ultimi anni.
Alla festa di ieri mattina Vera Lucernini, presidente dell’associazione Libertas Pilastro che ha messo a disposizione della comunità islamica gli spazi per la preghiera.
Vera Lucernini
“La palestra – sottolinea Lucernini – è a disposizione, senza distinzione alcuna. Se vogliamo accettare le diversità dobbiamo essere aperti a tutti. La giornata è stata molto significativa, con una partecipazione notevole, importante, attiva. Non a caso il nome Libertas Pilastro significa Pilastro della Libertà. Perché non ci sentiamo chiusi con nessuno ma liberi in tutto”.
Con la comunità islamica anche il segretario generale della Uila Viterbo, il sindacato dei braccianti agricoli.
Muhammed Kdib e Antonio Biagioli
“Siamo qui con la comunità – dice Biagioli – perché è un pezzo importante del territorio. Una comunità grande e coesa. Qui c’è la nostra gente”.
Nell’ultimo contratto provinciale di lavoro degli operai agricoli una conquista importante, condivisa da tutte le parti sociali: la possibilità di avvalersi di due giorni di permesso retribuiti per le festività religiose non cattoliche. Ad avvalersene, lo scorso anno, oltre il 90% dei braccianti musulmani. Una conquista sindacale importante.
“C’è tuttavia – conclude Biagioli – ancora tanto da lavorare, soprattutto per superare tutta una serie di pregiudizi. Essere cittadino vuol dire innanzitutto essere cittadino del mondo. E i musulmani sono cittadini del mondo, non stranieri, che è un termine odioso. Sono cittadini, lavoratori, mamme, genitori, persone che spesso hanno un senso di civiltà superiore a tantissimi altri”.
Alba Parerga


