- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

La quindicenne violentata al parcheggio era stata “agganciata” al bar mentre era coi genitori

Condividi la notizia:

Viterbo – Nel vivo con la testimonianza dei genitori della vittima il processo per violenza sessuale aggravata dalla minorata difesa ai danni di una quindicenne che sarebbe stata “agganciata” in un bar dopo una cena fuori coi familiari e stuprata in un parcheggio. Padre e madre, però, interrogati dalla pm Veronica Buonocore, si sono contraddetti, fornendo versioni  contrastanti durante la ricostruzione dell’accaduto. Tutti d’origine sudamericana i protagonisti della vicenda. 


Aggressione - Foto di repertorio

Minorenne violentata in un parcheggio – Foto di repertorio


Imputato un quarantenne che un sabato sera del mese di gennaio 2024 avrebbe approfittato dello stato di ubriachezza dell’adolescente per avere con lei rapporti completi. 

La ragazza si sarebbe poi confidata con la sorella maggiore, che l’avrebbe detto alla madre, ma la famiglia in un primo momento avrebbe taciuto l’accaduto, senza sporgere denuncia. Fino a quando, a fine febbraio, la quindicenne ha raccontato della violenza subita a una psicologa del liceo, che a sua volta l’ha riferito alla preside, facendo scattare le indagini e il trasferimento per un mese della giovane in casa famiglia, in attesa di chiarire il contesto familiare. facendo quindi rientro nell’abitazione dove vive coi genitori, un fratello e la sorella.

Quella sera la quindicenne era uscita a cena con i genitori, fermandosi poi con loro prima in un bar e poi in un altro, dove hanno incrociato l’imputato. Verso mezzanotte, dopo avere bevuto alcune birre, la ragazzina avrebbe detto loro di voler tornare a casa, distante pochi metri, perché aveva sonno. Al loro rientro, un paio d’ore dopo, i genitori sarebbero però stati accolti dalla figlia maggiore dalla quale avrebbero saputo che la sorella non era in casa. 

Circostanza questa riferita dal padre, ma non dalla madre, la quale ha invece detto che al loro rientro la porta della camera della figlia era chiusa per cui hanno pensato che stesse dormendo, mentre gli altri due figli, sempre secondo la versione della madre, sarebbero tornati solo all’alba dalla discoteca. Il padre ha invece rivelato un’altra verità e cioè che non era nel suo letto e che l’avrebbero cercata immediatamente dopo l’allarme della sorella.

“Non era in casa per cui abbiamo cominciato a tempestarla di telefonate, fino a quando non ha risposto alla sorella dicendole che era al parcheggio distante pochi minuti a piedi e che sarebbe tornata subito. Io sono rimasto ad aspettarla affacciato alla finestra, finché non è salita, mentre mia moglie è andata a letto”. Nulla di insolito, la quindicenne non avrebbe detto cosa era andata a fare al parcheggio, anche se nei giorni successivi sarebbe apparsa taciturna e avrebbe rallentato le uscite. Poi il racconto della violenza alla sorella e alla psicologa della scuola.

“È scoppiata in lacrime e mentre continuava a piangere, mi disse che aveva avuto rapporti sessuali in un parcheggio con un adulto, padre di un ex fidanzato della sorella, ma che pure se era stato un rapporto consenziente lei non lo avrebbe voluto”, ha riferito la psicologa, sentita come testimone, che ha relazionato la vicenda alla preside tramote mail. La scuola ha quindi convocato immediatamente i genitori, che hanno sporto denuncia e la figlia è stata allontanata per un breve periodo. 

Padre e madre sono parte civile con l’avvocato Daniele Nobili, mentre l’imputato è dofeso dagli avvocati Caterina Boccolini e Monica Fortuna, la cui richiesta di patteggiamento è stata rigettata trattandosi di violenza sessuale pluriaggravata, non solo per la minore età della vittima ma anche perché, avendo bevuto, era in condizioni di minorata difesa. 

Per chiarire il contesto familiare, se e quando i genitori si sono accorti che la figlia non era in casa, perché la denuncia sia arrivata solo dopo le confidenze della quindicenne alla psicologa della scuola, il collegio ha diposto la citazione com testimoni del fratello e della sorella, che saranno ascoltati alla prossima udienza. Fa chiarire anche il contenuto delle chat Whatsapp estrapolate dal telefono dell’imputato, parte delle quali in spagnolo, che non si sa se siano state tradotte.

Il consulente informatico della procura, anche lui sentito durante l’udienza di ieri, non avrebbe notato anomalie nei messaggi, ma solo quelli in italiano, non ricordando peraltro se ci fossero stati scambi di messaggi in qualche lingua con la presunta vittima, la cui versione è stata cristallizzata in sede di incidente probatorio, acquisito ieri dal collegio. 

Silvana Cortignani


Articoli: Violenza su quindicenne ubriaca, quarantenne alla sbarra – Quarantenne violenta studentessa minorenne ubriaca, no al patteggiamento


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva


Condividi la notizia: