Viterbo – (sil.co.) – Assolto per insussistenza delle accuse. È il 43enne viterbese imputato di maltrattamenti in famiglia che si è difeso negando di avere mai messo le mani addosso alla ex moglie: “Sono stati i suoceri invadenti a distruggere il nostro matrimonio”. Una versione che ha trovato conferma nel corso del processo, che si è chiuso mercoledì davanti al giudice Jacopo Rocchi. Era finito nei guai la sera di San Valentino di sette anni fa.
Il difensore Giuliano Migliorati
“Non ero libero di girare in mutande a casa mia”, ha detto lo scorso 24 settembre l’imputato, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, parlando degli ex suoceri “onnipresenti”. I guai giudiziari, per lui, sono cominciati il 14 febbraio 2019. Ironia della sorte, la sera di San Valentino di sette anni fa, quando la moglie, da cui si stava separando, sarebbe uscita lasciando i figli ai nonni senza avvisarlo.
Quel giorno la ex moglie, dopo un furioso litigio, fu portata dai genitori al pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo, dove i sanitari l’hanno medicata con una prognosi di 25 giorni, quindi lo ha denunciato.
“L’ex moglie era legata in modo morboso ai genitori”, ha riferito un amico che frequentava la casa della coppia, portando l’esempio di una festa di compleanno durante la quale tra marito e moglie sarebbe “scoppiata una lite perché i genitori di lei erano in ritardo e bisognava aspettarli”.
Una zia dell’imputato, residente al piano di sopra, ha parlato di una coppia serena: “Se c’erano dei battibecchi era sempre per colpa dei genitori di lei, che erano troppo invadenti”. Il 43enne avrebbe voluto decidere in proprio le cose della sua famiglia, ma i suoceri, approfittando del fatto che la figlia lavorava sia la mattina che il pomeriggio, si sarebbero intromessi tra i coniugi.
“Una sera del mese di gennaio 2019, lui mi ha suonato per farsi medicare un grosso taglio che gli aveva provocato la moglie, tirandogli in testa, mentre discutevano della separazione, una lampada da giardino che lei stessa gli aveva regalato per il suo compleanno. Gli ho messo un cerotto e detto di andare al pronto soccorso, dove gli hanno messo diversi punti di sutura”, ha proseguito la donna.
A settembre, il giudice aveva espresso qualche dubbio, facendogli notare che 25 giorni di prognosi sono tanta roba. “Mi creda – ha replicato l’imputato – in 17 anni l’unico motivo di disaccordo tra noi è stata l’invadenza dei miei ex suoceri, onnipresenti nella nostra vita. Sono stati loro a far naufragare il matrimonio”.
A distanza di sette anni è stato assolto perché il fatto non sussiste.
Articoli: Imputato di maltrattamenti: “Lei era legata in modo morboso ai genitori” – Ex accusato di maltrattamenti: “Sono stati i suoceri a far naufragare il matrimonio”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
