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Vignanello – No al maxivincolo su Vignanello. Il comune del centro cimino e la provincia di Viterbo hanno inviato le proprie osservazioni alla soprintendenza per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale chiedendo di riesaminare la proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico denominata “Borgo di Vignanello e aree panoramiche circostanti”, avanzata lo scorso 27 novembre.
In una delibera approvata dal consiglio comunale vengono indicate due possibili soluzioni. La prima, la più drastica, chiede alla Soprintendenza “in via principale, di ritirare e/o annullare e/o revocare” la proposta. La seconda, invece, è quella “di stralciare dal perimetro del vincolo” una serie di aree il cui sviluppo, altrimenti, risulterebbe bloccato. Alcune di queste zone sono destinate, nel piano urbanistico comunale, a “ristrutturazione, recupero, realizzazione di nuove costruzioni”. Tra le altre aree interessate figurano anche quella del depuratore, una zona destinata ad attrezzature e impianti sportivi di interesse generale, la zona erp (edilizia residenziale pubblica) e una parte di territorio agricolo.
Sulla stessa linea palazzo Gentili. Il presidente della provincia, Alessandro Romoli, con un decreto del 16 aprile ha dichiarato “di condividere le osservazioni presentate dal comune di Vignanello”.
L’ambito territoriale oggetto della proposta di vincolo “interessa, in particolare, l’abitato storico del comune di Vignanello e alcune aree limitrofe, ricadenti prevalentemente nel perimetro amministrativo dello stesso comune, con estensioni secondarie nel territorio del comune di Vallerano”.
La proposta a firma del soprintendente Margherita Eichberg introduce numerosi divieti e viene motivata con riferimento alla “peculiare qualità panoramica”, al “contesto ambientale di singolare pregio” e, dal punto di vista dell’impianto urbano, alla progressiva ridefinizione del centro abitato, oggetto di “profonde trasformazioni sotto l’influenza delle famiglie Farnese-Marescotti e in seguito dei Ruspoli”, che avrebbe reinterpretato e valorizzato il “preesistente tessuto medievale”.
Per il consiglio comunale di Vignanello non c’è bisogno del vincolo della soprintendenza, “essendo l’area già oggetto di una disciplina comunale di tutela ampia e articolata”. La proposta “appare sproporzionata” e introduce un insieme di prescrizioni di tutela che “risultano oggettivamente incompatibili con la disciplina del piano urbanistico comunale generale”.
“La proposta, per come formulata – si legge ancora nella delibera – espone il territorio comunale al concreto rischio di ostacolare o rallentare programmi di riqualificazione urbana e infrastrutturale di interesse pubblico, già pianificati e talvolta già finanziati”.
Durante alcuni incontri con cittadini, imprese e agricoltori “sono emerse diffuse preoccupazioni in merito agli effetti limitativi che il vincolo proposto potrebbe determinare sulle attività economiche esistenti e sulle legittime facoltà di utilizzo e valorizzazione dei beni privati”.
Simone Lupino
