Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Smontare i pregiudizi prima che si trasformino in prevaricazione, educare alla consapevolezza e offrire strumenti concreti per riconoscere i segnali del pericolo. Con questi obiettivi nasce il laboratorio di prevenzione della violenza di genere dal titolo “Oltre gli Stereotipi, verso la Libertà”, un’iniziativa d’eccellenza inserita nel catalogo formativo delle attività prodotto dal tavolo territoriale permanente Scuola, Università ed Ordini Professionali, istituito presso il tribunale di Viterbo.
Il laboratorio di prevenzione della violenza di genere “Oltre gli Stereotipi, verso la Libertà”
Il tavolo, che quale finalità istituzionale si propone di curare iniziative riconducibili alla cultura della legalità oppure rispondenti ad esigenze di orientamento a beneficio degli studenti del territorio, annovera quale promotore il dottor Paolo Stavagna, dirigente del tribunale di Viterbo, sempre attento al sociale e con una visione lungimirante, capace di trasformare l’ufficio giudiziario in un centro propulsore di cultura e civiltà, ben oltre le mura delle aule di giustizia, in sintonia con le presidenze che si sono avvicendate nel corso di questi ultimi anni negli incarichi di direzione del Tribunale stesso.
L’iniziativa del laboratorio vede invece come referente l’avvocato Rosita Ponticiello (Coordinatrice Dipartimento Pari Opportunità dell’Unione Nazionale Camere Civili) e si distingue per un approccio multidisciplinare che mette a confronto studenti e professionisti di diversi settori: magistrati, forze dell’ordine, avvocati, psicologi e operatori sociali.
Molti gli studenti coinvolti che hanno partecipato agli incontri interattivi, il Liceo Santa Rosa ha dedicato tutti i mercoledì di novembre scorso coinvolgendo studenti e docenti, incontri sono stati fatti anche all’Istituto Tecnico Tecnologico “Leonardo Da Vinci” e all’Istituto “Francesco Orioli”.
Il progetto non si limita a una lezione teorica, ma scava nelle radici profonde del fenomeno attraverso due tappe fondamentali: un’analisi psicologica degli stereotipi di genere. Attraverso gli strumenti dell’iceberg e della piramide della violenza, i ragazzi imparano a comprendere come comportamenti apparentemente “innocui” o verbali possano costituire la base sommersa di violenze fisiche e psicologiche ben più gravi. Un focus giuridico che guida gli studenti lungo l’evoluzione legislativa, dalla convenzione di Istanbul fino al Codice Rosso.
Fondamentale, in questa fase, è la presentazione della rete territoriale: un sistema di protezione che unisce tribunale, procura, avvocatura, forze dell’ordine e centri antiviolenza per non lasciare mai sola la vittima. La forza del progetto risiede nella caratura dei relatori che hanno incontrato i giovani viterbesi.
Tra gli interventi, spiccano quelli dei sostituti procuratori presso la procura di Viterbo, dottoressa Paola Conti e dottor Fabio Adragna, del commissario della questura, Giulio Cristofori, del capitano dei carabinieri, Angelo Fazzi, ed il maggiore dei carabinieri Nico Lamacchia, che hanno portato la testimonianza diretta di chi opera sul campo per la sicurezza dei cittadini.
Il dialogo istituzionale è stato arricchito dal contributo accademico della professoressa Sonia Melchiorre (presidente Comitato Unico di Garanzia dell’Unitus) e dal supporto tecnico-operativo della dott.ssa Gaetana Moriano (Assistente sociale del Consultorio della ASL), della dott.ssa Marta Nori (Responsabile del Centro Antiviolenza Penelope) e delle psicologhe dottoressa Agnese Adami e dott.ssa Chiara Poscetti.
“Questo laboratorio rappresenta un ponte necessario tra le istituzioni e le nuove generazioni,” spiegano gli organizzatori. “Portare i magistrati e le forze dell’ordine nelle classi significa umanizzare la giustizia e far capire ai ragazzi che le regole sono strumenti di libertà, non solo di restrizione”.
Viterbo si conferma così un laboratorio sociale all’avanguardia, dove la sinergia tra le istituzioni diventa l’arma più efficace per scardinare la cultura della violenza e costruire una società basata sul rispetto e sull’equità.
Rosita Ponticiello
Coordinatrice Nazionale Dipartimento Pari Opportunità Unione Nazionale Camere Civili
Presidente Onorario Camera Civile di Viterbo “Carlo Alfonso Pesaresi”
