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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Israele, con la protezione degli Stati Uniti, ha messo a ferro e fuoco il Medio Oriente e violato ogni diritto umano e internazionale, ma Italia e U.E.non alzano un dito, anzi continua la loro complicità nonostante la crisi energetica ed economica, causata proprio dalle loro guerre, colpisca anche le nostre famiglie e le piccole aziende.
Il genocidio del popolo palestinese, che ha causato decine di migliaia di morti, si sta consumando ancora oggi ma i riflettori si sono spenti, in Cisgiordania è in atto una brutale pulizia etnica e sono stati aperti nuovi fronti di guerra in Iran e Libano, dopo il colpo di statoin Venezuela e l’embargo che sta strangolando il popolo cubano.
Qualche giorno fa la presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen ha annunciato che l’Europa anticiperà un nuovo pacchetto da 6 miliardi di euro dal prestito G7 per finanziare l’industria dei droni in Ucraina, prestito che sarà pagato dai cittadini dell’UE. Il rischio di una guerra generalizzata diventa ogni giorno più concreto.
L’economia di guerra prende forma come scelta politica, le risorse vengono indirizzate verso il riarmo e il lavoro paga il prezzo di questa trasformazione attraverso l’aumento del costo della vita e attraverso la redistribuzione regressiva della ricchezza.
Siamo dentro una nuova fase dell’ultraliberismo, più feroce e più autoritaria. Guerra, riarmo,repressione e impoverimento sociale fanno parte dello stesso disegno. Noi non vogliamo essere complici di questo progetto. Opporsi a chi agisce nella totale impunità, a chi sta commettendo crimini contro l’umanità, a chi calpesta il diritto internazionale e aggredisce altri paesi è un dovere .
La Global Sumud Flotilla, dopo l’attacco subito da Israele e il sequestro degli attivisti, è ripartita per Gaza senza ricevere protezione internazionale da parte dell’UE. Questi uomini e donne rappresentano l’umanità contro orrore e massacro, rappresentano i popoli che non vogliono guerre contro i potentati. A dare una mano a questo gruppo di coraggiosi ci sono, i lavoratori e le lavoratrici, i giovani, la generazione di Gaza e il popolo dell’autunno.
Lo strumento dello sciopero generale serve a consentire a questo mondo di tornare a farci sentire e ad agire come equipaggio di terra per spingere avanti quelle barche, le barche della speranza, le barche dell’umanità.
È uno sciopero per dire ai fratelli e sorelle della Flotilla che noi ci siamo, per sostenere i diritti calpestati dei palestinesi e rivendicare la loro sacrosanta ragione di vivere in pace nella loro terra, è uno sciopero contro il riarmo e le tante aggressioni ai popoli che questo riarmo sostiene .
Nemmeno un chiodo per queste guerre, neanche un soldo per il riarmo, le nostre risorse a salari , pensioni ,sanità, scuola.
Lunedì 18 maggio sciopero generale di tutte le categorie e sabato 23 maggio manifestazione azionale a Roma in piazza della Repubblica ore 14 per il salario e contro la guerra.
Usb Viterbo
