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Omicidio Bramucci, oggi sentenza d’appello per i primi sei condannati

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Soriano nel Cimino – (sil.co.) –  Omicidio Bramucci: oggi, salvo imprevisti. Per i primi sei condannati è il giorno della sentenza del processo bis in corso davanti alla corte d’appello di Roma. Salvatore Bramucci è il pregiudicato 58enne ucciso fuori casa nelle campagne di Soriano nel Cimino in un agguato a colpi di pistola da un commando armato partito da Roma con due auto la mattina del 7 agosto 2022. 


Omicidio Bramucci - Nel riquadro, da sinistra in alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

Omicidio Bramucci – Nel riquadro, da sinistra in alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Mandanti moglie e cognati. La vittima, all’epoca ai domiciliari coi permessi lavorativi, stava finendo di scontare una condanna a tre anni e quattro mesi per usura e estorsione e aveva in animo di lasciare l’Italia per trasferirsi a Tenerife, contando su un tesoretto di circa 600mila euro tra contanti e orologi preziosi. Mandante del delitto la moglie, aiutata dalla sorella e dal cognato nella pianificazione dell’omicidio, per attuare il quale è stato assoldato un gruppo di pregiudicati reclutati tra la microcriminalità dell’hinterland capitolino, tra i quali i tre esecutori materiali del delitto.

Chiesta conferma 141 anni di prigione. Lo scorso 5 febbraio, il procuratore generale presso la corte d’assise d’appello di Roma ha chiesto la conferma senza attenuanti delle condanne per complessivi 141 anni di prigione inflitti il 20 gennaio 2025 in primo grado a Elisabetta Bacchio (24 anni), Sabrina Bacchio (24 anni), Dan Constantin Pomirleanu (20 anni), Alessio Pizzuti (18 anni), Lucio La Pietra (27 anni) e Antonio Bacci (28 anni), Lo stesso hanno fatto le parti civili.

Omicidio premeditato. I principali imputati – Sabrina e Elisabetta Bacchio, Tonino Bacci e Lucio La Pietra – sono stati ritenuti responsabili a vario titolo dell’ideazione, programmazione ed esecuzione dell’omicidio. Le sorelle Bacchio, secondo la sentenza di primo grado, hanno ideato e pianificato il delitto; Bacci e La Pietra lo hanno eseguito materialmente. Le più elevate pene inflitte: 28 anni a Bacci, 27 a La Pietra, 24 a ciascuna delle sorelle Bacchio.

Figlia e fratello della vittima. Parti civili Mascia Bramucci, figlia della vittima, e il fratello Isolino, cui sono stati riconosciuti in primo grado rispettivamente 50mila euro e 28mila euro di provvisionale.

Ventidue anni all’autista. Lo scorso 19 dicembre, nel frattempo, è stato condannato a 22 anni di carcere per omicidio volontario in concorso il settimo imputato Ismail Memeti, l’autista di una delle due vetture usate dai sicari, reclutato due giorni prima della spedizione mortale, dopo l’improvvisa defezione di Alessio Pizzuti.


Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio

Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio


Sette condannati per un totale di 163 anni di carcere on primo grado
(sei il 20 gennaio e il settimo il 19 dicembre 2025)

1) Elisabetta Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
2) Sabrina Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
3) Dan Costantin Pomirleanu, 20 anni di carcere: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
4) Antonio Bacci, 28 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
5) Lucio La Pietra, 27 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
6) Alessio Pizzuti, 18 anni di carcere: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini
 7) Ismail Memeti, 22 anni di carcere: nato il 25 luglio 1969 in Macedonia, detenuto dal primo novembre 2024 a Regina Coeli, difeso dall’avvocato Chiara Tiana


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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