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Orecchio strappato con un morso, la vittima dovrà nuovamente testimoniare

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San Lorenzo Nuovo – (sil.co.) – Orecchio strappato con un morso, entrerà nel vivo a luglio davanti al collegio, con la testimonianza della persona offesa, il processo a tre dei cinque giovani tra i 22 e i 27 anni accusati di far parte del branco che la a notte tra l’1 e il 2 luglio 2022 avrebbe aggredito un bar-manager romano 34enne sul lungolago di San Lorenzo Nuovo.


Carabinieri e 118 - Immagine di repertorio

Carabinieri e 118 


La vittima, parte civile con gli avvocati Corrado Cocchi e Giovanni Bartoletti, ha già testimoniato in aula il 21 maggio 2024, al processo all’unico degli aggressori identificato nell’immediatezza, per il quale si procede in solitaria per lesioni gravissime, reato per cui rischia una pena da 6 a 12 anni. Gli attuali tre imputati, invece, in caso di condanna, rischiano una pena ancora più pesante, da 8 a 14 anni di carcere, in quanto viene contestato loro il reato di lesioni personali con l’aggravante dello sfregio permanente al volto.

Uno dei cinque  imputati, che ha scelto l’abbreviato, è stato prosciolto a fine novembre dal gup Fiorella Scarpato, che ha rinviato a giudizio gli altri tre. Riprenderà invece a settembre sempre davanti al collegio, il processo al presunto “cannibale”,  ovvero colui che avrebbe materialmente strappato l’orecchio alla vittima.

La vittima dell’aggressione, dopo la chiusura del locale di Bolsena, si era recata con quattro ragazzi del suo staff presso una paninoteca sul lungolago di Prati Renari, il lungolago della movida, nei pressi di una discoteca. Il 34enne, cui è stato strappato un orecchio con un morso, ha riportato una invalidità permanente.

I sanitari del 118 avrebbero provato a cercare il pezzo di orecchio strappato, senza trovarlo, quindi hanno portato il 34enne in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa, dove è stato operato d’urgenza. La convalescenza, tra un’infezione e l’altra, è durata un anno e i chirurghi cui si è rivolto gli avrebbero detto che era impossibile ricostruire la parte mancante con una plastica. Sarebbe dunque definitiva la diagnosi di “amputazione parziale da morso del lobo dell’orecchio destro”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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