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Picchiata dal marito per 37 anni, lo denuncia quando i figli le dicono: “Mamma, ora basta!”

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Sutri – (sil.co.) – Denuncia il marito che l’ha sempre picchiata nel febbraio del 2022, dopo 37 anni di matrimonio. Non contento, lui si  sarebbe presentato a casa e avrebbe chiesto soldi a lei e ai figli per sparire. Imputato di maltrattamenti aggravati un famiglia un cingalese, difeso dall’avvocato Vania Bracaletti. Vittima una connazionale di 69 anni, interrogata davanti al collegio dalla pm Paola Conti, cui ha spiegato di non averlo lasciato prima “perché nel nostro paese ci si separa solo quando i figli sono diventati grandi”.


Il pubblico ministero Paola Conti

Il pubblico ministero Paola Conti


I figli: “Ora basta!”. Sarebbero stati proprio i due figli, un maschio e una femmina ormai trentenni, a dire basta e convincere la madre a sporgere denuncia un giorno che il marito, dopo l’ennesimo pestaggio, l’avrebbe presa per il collo e minacciata di morte con un coltello.

Braccio, spalla e naso rotti. Nel corso degli anni è finita quattro volte in ospedale, quando l’imputato, che  l’avrebbe picchiata anche quando era incinta, le avrebbe rotto un braccio, una spalla e il naso. All’inizio la coppia viveva a Roma, poi si è trasferita a Sutri. 

Domestico col vizio dell’alcol. “Lui faceva il domestico, ma aveva il vizio di ubriacarsi e durava poco. Ero io che dovevo lavorare per mantenere la famiglia e dare a lui il denaro che mi chiedeva, sennò erano botte”.

Botte dopo la recita. La figlia, sentita come testimone, ha raccontato di quando il padre ha spaccato il naso a sua madre: “Ero piccola, c’era stata una recita a scuola, quando siamo tornati a casa l’ha pestata”.

“Terrorizzata da mio padre”. “Io – ha proseguito la trentenne – ho sempre avuto paura di mio padre. Dopo la denuncia, è venuto a chiederci i soldi per sparire e tornare nello Sri Lanka”. I familiari, da allora, non l’hanno più visto. Al processo non c’era. 

Il figlio sarà sentito alla prossima udienza, quando è prevista anche la sentenza. 


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”


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