- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Prende la ex per il collo e le spia il cellulare, 38enne condannato a 2 anni per stalking

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – L’accusa ha chiesto una condanna a sei mesi per stalking, il giudice Ilaria Inghilleri gli ha inflitto una pena di due anni di reclusione in primo grado.  Imputato un 38enne, che tra il 2024 e il 2025 avrebbe perseguitato la ex, con la scusa di vedere la figlioletta nata dalla relazione della coppia, approfittando anche per spiarle il cellulare.


Violenza di genere - foto di repertorio

Violenza di genere – foto di repertorio


Il 38enne, difeso dall’avvocato Luigi Gioiosi, ha convissuto con la vittima nell’abitazione della ex suocera, a Orte, fino al mese di novembre 2024.

La donna, parte civile con l’avvocato Maurizio Filiacci, si è decisa a denunciarlo perchè le avrebbe procurato “un perdurante e grave stato d’ansia e di paura, ingenerando in lei un fondato timore per la propria incolumità e per quella della figlia minore, costringendola a cambiare le proprie abitudini di vita ed a vivere in una continua condizione di paura e di stress temendo di incontrarlo improvvisamente nei luoghi da lei frequentati”.

Una volta, in particolare, il 38enne avrebbe colpito improvvisamente con calci e pugni lo specchietto retrovisore della sua macchina, dopo che le aveva chiesto di poter trascorrere del tempo con sua figlia a Vitorchiano. In un’altra occasione l’avrebbe presa per il collo più volte, durante un incontro per vedere la figlia a Bagnaia, dove al termine della discussione si sarebbe impossessato anche delle chiavi della macchina, impedendole di ripartire.

La sera tra il 3 e il 4 aprile 2025, sotto l’abitazione della ex compagna a Orte, le avrebbe disegnato det dei cuoricini sul vetro dell’auto, facendole inoltre continue chiamate mediante l’applicativo Whatsapp, anche in orario notturno.

Nei pressi dei giardini pubblici di Orte, invece, le avrebbe chiesto insistentemente di poter leggere alcune chat del suo telefono cellulare e, dopo essere riuscito a prenderlo, si sarebbe allontanato con il telefono. Non contento, poco dopo, sarebbe tornato e lo avrebbe scaraventato per terra, insultandola con frasi del tipo” sei una troia”.

Troppo pochi sei mesi di reclusione, il giudice lo ha condannato a due anni per stalking.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


Condividi la notizia: