Vetralla – (sil.co.) – Operazione Nigeria bis, tra i luoghi di spaccio, il piazzale di un supermercato di Vetralla, il monumento della Fontana a Sfera del Murialdo e via Carlo Cattaneo dove il pusher “di zona” spacciava in ciabatte.
Vetralla – Smantellato dai carabinieri market della droga
Nel vivo, con la testimonianza di uno dei carabinieri che hanno condotto le indagini, il processo al quarantenne italiano di Vetralla considerato il capo di una banda di cinque pusher nigeriani coi quali avrebbe messo su un vero e proprio supermercato della droga casalingo, per un giro di affari da 200mila euro. Davanti al giudice Jacopo Rocchi – che a luglio ha fissato una maxi udienza per sentire ben 33 testimoni, tutti clienti – anche il presunto braccio destro, un 31enne nigeriano con cui avrebbe condiviso con l’italiano casa e spaccio.
L’indagine dei carabinieri è partita da un pusher nigeriano, per l’appunto il 31enne, che spacciava a pratogiardino Lucio Battisti, il cui telefono è risultato riconducibile all’italiano, grazie a un verbale di carabinieri di Soriano nel Cimino che lo avevano identificato a settembre 2023. Seguendo il telefono, i carabinieri, dopo averlo sorpreso a spacciare a Villa San Giovanni in Tuscia, sono entrati nell’abitazione di Vetralla, in precarissime condizioni igienico-sanitarie e con tracce di eroina dappertutto.
All’interno del cestello della lavatrice erano nascosti due bilancini funzionanti, in camera da letto c’erano gli effetti personali di entrambi gli imputati, cui cellulari centinaia di contatti riconducibili allo spaccio, migliaia di chiamate e ben undicimila conversazioni chat: Whatsapp, Facebook, Instagram, Tik Tok. I militari hanno scoperto, tra i luoghi di spaccio, il piazzale di un supermercato di Vetralla, il monumento della Fontanasfera del Murialdo e via Carlo Cattaneo dove più volte era stato avvistato un presunto pusher in ciabatte.
Il quarantenne, difeso dagli avvocati Luca Ragonesi e Marco Valerio Mazzatosta, è finito una prima volta in carcere il 10 aprile 2025 coi presunti complici nell’ambito dell’operazione Nigeria, in seguito alla scoperta di un fiorente traffico di stupefacenti, in particolare cocaina ed eroina. Gli arrestati, nella maggior parte dei casi, risiedevano per l’appunto all’interno di un’abitazione sulla Cassia, fornita proprio dal quarantenne, che fungeva da base operativa per le attività di spaccio.
Nei giorni scorsi l’italiano è inoltre comparso davanti al giudice Savina Poli, cui il pm ha chiesto due anni e sei mesi, riqualificando il reato in piccolo spaccio, e un anno e mezzo per gli altri imputati. Per la difesa solo droga parlata senza alcuna prova dello spaccio. Il processo è stato rinviato per repliche e sentenza.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
