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Viterbo – (sil.co.) – “Guede mi obbligava a rapporti sessuali violenti”. E ripreso oggi, davanti al collegio, con la testimonianza della presunta vittima il processo a Rudy Guede, imputato di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti in seguto alla denuncia dells ex, una 26enne viterbese, che lo ha euerelato tre volte , il 9 agosto, il 12 agosto e il 13 settembre 2023.
“La relazione è andata avanti da agosto 2021 a aprile-maggio 2023. Ma ci conoscevamo da prima. Lui mi presentava come cugina. Sapevo che era stato in carcere, ma non sapevo perché”, ha detto, alludendo al delitto di Perugia.
Le violenze sessusli sarebbero avvenute il 6 e il 26 settembre 2022, ma dal.punto di vista fisico non avrebbe mai funzionato.
“Io ero come una bambola, mi metteva anche un cuscino in faccia, dovevo fsrlo anche quando non volevo”, ha proseguito tra le lacrime la 26enne, spiegando che lui non voleva protezioni, di essere rimasta incinta nella primavera 2023 e di avere rinunciato al bambino.
La giovane è parte civile con l’avvocato Francesco Guido contro il 39enne ivoriano, sottoposto ad allontanamento col braccialetto il 6 dicembre 2023. Guede è stato condannato a 16 anni per l’omicidio di Meredith Kercher, nel 2007 a Perugiia, scontati nel carcere di Viterbo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

