Orte – (sil.co.) – Schianto fatale sulla via Amerina, per la morte del 69enne Luciano Riccardi è indagato per omicidio stradale il 63enne di Orte che era alla guida del furgone.
Orte – Frontale sulla via Amerina – Nel riquadro Luciano Riccardi
Il drammatico incidente è avvenuto attorno alle 11 dello scorso 4 maggio a Orte, sulla via Amerina. A rimanere coinvolti due veicoli, un furgone Fiorino e una Renault Clio. Ad avere la peggio la persona alla guida dell’auto, Luciano Riccardi, di Orte come l’altro conducente. Per lui, che avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 7 agosto, non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi le lesioni riportate a seguito dell’impatto.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale e i carabinieri, che hanno gestito la viabilità e si sono occupati di tutti i rilievi del caso. Assieme a loro il personale sanitario del 118, che ha trasferito in ospedale l’autista del furgone.
La procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, affidato al pubblico ministero Francesca Proietti, iscrivendo nel registro degli indagati il 63enne, un imprenditore del posto, che ha nominato come difensore di fiducia l’avvocato Fiorella Nenci. La famiglia è invece assistita dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli. Parti offese, la compagna di 52 anni e i figli, un maschio e una femmina di 46 e 42 anni.
La pm Proietti, il 20 maggio, ha disposto ulteriori accertamenti tecnici non ripetibili, tra i quali l’analisi dei liquidi biologici acquisiti nel corso dell’esame autoptico effettuato lo scorso 12 maggio, per il quale martedì 26 maggio sarà affidato l’incarico peritale alla tossicologia forense Chiara David.
Per la ricostruzione della dinamica del sinistro, sarà nominato l’ingegnere Fabrizio Ceramponi. La famiglia, invece, ha scelto come consulente di parte l’ingegnere Emiliano Arcangeli.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
