- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Schianto mortale in viale Trieste: chiesta l’archiviazione per Floris, avviso di fine indagini per i dirigenti

Condividi la notizia:

Viterbo – Schianto in moto su viale Trieste, per la morte dello studente quindicenne Leonardo Cristiani il pubblico ministero Massimiliano Siddi ha chiesto l’archiviazione per l’assessore Srefano Floris e di procedere per omicidio stradale per due dipendenti del comune di Viterbo. I genitori della vittima, che potranno costituirsi parte civile per la perdita del figlio, sono rappresentati dall’avvocata Giulia Buongiorno.


Viterbo - Moto contro albero su viale Trieste - Nel riquadro Leonardo Cristiani

Viterbo – Moto contro albero su viale Trieste – Nel riquadro Leonardo Cristiani


La tragedia è avvenuta nel pomeriggio del 9 giugno 2025, quando il giovane è morto in sella alla sua moto da cross a seguito di un violento impatto contro un albero all’altezza del civico 109 del viale che collega il capoluogo alla frazione della Quercia. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, disponendo il sequestro dell’area per verificare le condizioni dell’asfalto e la presenza di eventuali buche o avvallamenti.

Se per Floris, difeso dall’avvocato Giovanni Labate, si prospetta l’archiviazione, per gli altri due, cui è stato recapitato l’avviso di fine indagini, si prospetta invece la richiesta di rinvio a giudizio. Si tratta di Luca Cosimi, 48 anni, difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, e di Stefano Salvatori, 47 anni, cui è stato assegnato per ora un difensore d’ufficio.

Cosimi, in particolare, è dirigente del settore lavori pubblici del comune di Viterbo. Salvatori, invece, è responsabile del servizio manutenzione rete stradale.

L’incidente è avvenuto all’altezza degli ex mercati generali. La vittima, mentre alla guida del ciclomotore Beta C4 su viale Trieste, all’altezza del civico 107, in direzione di marcia Viterbo-La Quercia, ha perso il controllo del mezzo “a causa delle sconnessioni e delle profonde fessurazioni presenti sul manto stradale, andando a collidere violentemente contro un albero presente sul lato destro della carreggiata”.

“Evento – secondo l’accusa – che si è verificato a causa dell’inottemperanza, da parte del Cosimi e del Salvatori, nelle rispettive qualità, all’obbligo di manutenere la sede stradale, nonché a quello di prevenire, anche mediante idonea segnalazione, ogni situazione di pericolo o di insidia esistente, che l’art. 14 del D.L.vo. 285/92 (C.d.S.) pone in capo all’ente, proprietario del tratto stradale interessato”.

Nel tardo pomeriggio del 12 giugno, dopo un sopralluogo della polizia municipale, è stato posto sotto sequestro il tratto di viale Trieste dove è avvenuto lo schianto, percorribile a senso unico alternato, regolato da un semaforo. Il tratto, dissequestrato dalla procura a fine luglio, a condizione che provvedesse alla messa in sicurezza, è stato riaperto al traffico dopo cinque mesi, lo scorso dicembre.

Sul posto sono stati effettuati diversi sopralluoghi tecnici, il primo dei quali lo scorso 17 giugno, con un drone e altri strumenti di misurazione, quando il l consulente della procura Mario Scipioni si è avvalso dell’ausilio dell’ingegner Damiano Bianchi per tutti i rilievi, presenti anche gli avvocati della famiglia di Leonardo, coadiuvati dal consulente tecnico di parte Andrea Celestini. 

Già a metà luglio, la procura ha iscritto due persone nel registro degli indagati: l’assessore ai lavori pubblici Stefano Floris e il dirigente del settore VI del comune Luca Cosimi. Nel pomeriggio del 15 luglio è stato effettuato un nuovo sopralluogo tecnico nel punto dell’impatto, all’altezza di via Rovereto, civico 107 di viale Trieste.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”


Condividi la notizia: