Ostia – Quattro sequestri di persona a scopo di estorsione e un tentato sequestro per recuperare un borsone che, secondo gli indagati, avrebbe contenuto denaro contante e orologi di lusso per oltre un milione di euro. È il quadro ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Ostia, sotto la direzione e il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della procura di Roma.
Ostia – Operazione dei carabinieri
Dalle prime ore della mattina i militari stanno eseguendo un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di sei persone, tre donne e tre uomini.
Secondo quanto riferito dai carabinieri, sul conto degli indagati sono stati raccolti gravi elementi indiziari per sequestro a scopo di estorsione ed estorsione aggravata dall’uso delle armi e dall’azione di più persone riunite.
L’indagine avrebbe portato alla luce un gruppo criminale che, per mesi, avrebbe seminato il terrore sul litorale romano e nelle zone vicine.
La vicenda, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe nata dalla sparizione di un borsone. Il borsone era stato inizialmente affidato in custodia ad alcune delle vittime e, secondo le rivendicazioni degli indagati, avrebbe contenuto denaro contante e orologi di lusso per un valore stimato di oltre un milione di euro, verosimilmente di provenienza illecita.
Tra luglio e novembre 2025, secondo procura e carabinieri, sarebbero stati commessi quattro sequestri di persona a scopo estorsivo e un tentato sequestro. Le vittime sarebbero state prelevate in strada con la forza, portate in appartamenti o ruderi, legate e sottoposte a minacce e violenze.
Lo scopo, sempre secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di ottenere informazioni utili al recupero del contenuto del borsone, asseritamente sottratto agli indagati.
Le violenze sarebbero state compiute anche con armi da fuoco, cesoie, martelli, mazze da baseball, mazzette di gomma e materiale ustionante.
Il gruppo avrebbe realizzato anche attentati con bombe carta, posizionate sui parabrezza delle auto o nei pressi delle abitazioni dei parenti delle vittime. Tra gli episodi contestati anche il danneggiamento e il rogo doloso che, nella notte del 30 novembre 2025, ha distrutto completamente una Fiat Panda.
Le indagini si sono sviluppate attraverso l’analisi incrociata dei dati del traffico telefonico e telematico, l’estrazione di copie forensi dagli smartphone in uso alle vittime e l’acquisizione dei filmati delle videocamere di sorveglianza.
I carabinieri hanno operato in un contesto che viene descritto come segnato da omertà e terrore. Alcune vittime sarebbero state costrette a fuggire di notte verso altre regioni d’Italia per far perdere le proprie tracce.
Alla luce della gravità dei fatti, il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre uomini, indicati come esecutori materiali delle violenze più gravi. Per una donna sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per altre due donne, indicate come presunte complici negli episodi di tentata estorsione, è stato disposto l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.




