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“Sulla gestione del patrimonio ho espresso perplessità fin dall’inizio…”

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Marco Bruzziches

Marco Bruzziches

Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini

Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini

Viterbo – (c.g.) – “Ritengo che l’indagine della finanza sia stata opportuna e doverosa”. È il commento del consigliere comunale Marco Bruzziches, a caldo, all’azione della guardia di finanza che su mandato della procura della corte dei conti regionale ha accertato un danno erariale notevole a carico del comune di Viterbo.  

La guardia di finanza ha accertato un danno erariale da circa tre milioni di euro legato agli affitti di tipo commerciale non riscossi dal comune di Viterbo, somme accumulate nel corso degli anni e in parte ormai considerate non più recuperabili. Un’inchiesta che riporta al centro del dibattito politico la gestione del patrimonio comunale e le tensioni politiche nate attorno al recupero delle morosità. Gestione del patrimonio che è stato uno degli argomenti della famosa cena dei veleni, a seguito della quale la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono a processo per minaccia aggravata.

Le due vicende, sotto molti aspetti diverse, sono collegate proprio dalla gestione del patrimonio. Gestione che tanto stava e sta a cuore al consigliere comunale Marco Bruzziches, allora delegato alla valorizzazione del patrimonio, appunto. Consigliere che a seguito della cena dei veleni fu, in qualche modo, indotto ad uscire dalla maggioranza che sostiene la sindaca Chiara Frontini.

Come valuta l’indagine della finanza sugli affitti non fatti pagare dal comune di Viterbo?
“Ritengo che l’indagine sia stata opportuna e doverosa”, risponde lapidario Bruzziches.

Al centro della cena politica, la cosiddetta cena dei veleni, fatta in casa sua con la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini, era proprio la sua delega alla valorizzazione del patrimonio e la sua attività molto serrata di recupero degli affitti non pagati. In cosa consisteva lo scontro politico?
“Preferisco non parlare della vicenda cena dei veleni in questo momento”.


Perché c’era una resistenza al recupero degli affitti non pagati?
“Da più parti e più volte mi fu detto che la priorità dell’amministrazione doveva essere occuparsi del Pnrr”.

La finanza ha accertato un danno erariale di tre milioni. Il comune, l’amministrazione Frontini ne era consapevole? Cosa si è aspettato a chiedere questi pagamenti?
“Già ad ottobre del 2022 l’ufficio patrimonio del comune di Viterbo mi fornì un elenco dettagliato ed analitico delle morosità accumulate dal 2010 al 2021, ritengo pertanto che tali dati fossero già a conoscenza degli uffici competenti.

Inoltre il 18 ottobre 2022 inviai una mail al dirigente pro tempore del settore patrimonio in cui chiedevo esplicitamente quali e se fossero stati intrapresi provvedimenti nei confronti degli inquilini morosi. Ricordo che durante una riunione con la presenza della sindaca Chiara Frontini, dell’allora assessora al Patrimonio Elena Angiani, della dirigente del patrimonio ed alcuni consiglieri comunali, la dirigente su mia richiesta specifica di dare inizio velocemente alle procedure per il recupero delle morosità (perlomeno per le più economicamente importanti) rispose che sarebbe stato indispensabile attendere il lavoro di censimento della società esterna, alla quale era stato dato l’appalto, nonché attendere che venisse fornita una lista completa di tutti i morosi del comune di Viterbo”.


Sempre la finanza spiega che di tre milioni solo 1,2 milioni è esigibile. La mancata azione efficace della giunta Frontini, e ovviamente anche delle precedenti, ha fatto perdere ai viterbesi non pochi introiti. In particolare lei è in grado di dire quale è stato il danno della mancata riscossione da parte della giunta Frontini?
“No, non sono in grado di dirlo, per dare questa risposta è necessario accedere alla banca dati del comune, poiché le informazioni in mio possesso si fermano al 31 dicembre 2021”.

Più volte si è detto che mancava la documentazione per quanto riguarda gli affitti non pagati, anche durante la cena dei veleni se ne era parlato. Poi si è parlato dell’inefficienza degli uffici. Ma a lei risulta questa cosa?
⁠”Assolutamente no, non mi risulta. Anche se la sindaca Frontini affermava che non c’era personale valido. Per quello che ho potuto constatare personalmente durante i miei accessi presso l’ufficio patrimonio posso affermare che il personale (seppur in numero esiguo) svolgeva un ottimo lavoro, la documentazione relativa ai beni di proprietà comunale era ben ordinata e archiviata”.

Secondo lei è veramente recuperabile il milione e 200 mila di mancato pagamento?
“Per mia esperienza e per l’esperienza che ho messo a disposizione della comunità, più si attende per recuperare un credito più ci si espone al suo mancato recupero”.

Al di là del fatto che Chiara Frontini e Fabio Cavini sono imputati per minaccia aggravata, come valuta l’azione della giunta in generale e in questo settore specifico, scoperchiato dalla finanza?
“⁠Senza fare riferimenti specifici riguardo ciò che è accaduto durante la cosiddetta “cena dei veleni”, sicuramente la valutazione dell’operato della giunta è molto discutibile, sul patrimonio ho espresso le mie perplessità fin dall’inizio e rimango di questa opinione”.


Ritiene che la sua poca malleabilità ai desiderata della sindaca Frontini sia stata alla base del suo isolamento politico e all’uscita dalla maggioranza?
“Sì”.

Rifarebbe ogni scelta che ha fatto finora anche se la sua famiglia ha pagato conseguenze amare e pesanti?
“Sì certo. Fare il consigliere comunale, ahimè, ha voluto dire anteporre la tutela del cittadino a quella della mia tranquillità famigliare, ma rifarei tutto”.


 – Affitti non riscossi per locali di proprietà del comune, la finanza accerta un danno erariale per tre milioni di euro


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