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“Sulla transizione energetica la destra applaude il nulla, mentre Civitavecchia resta ferma”

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Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo – La lettera inviata dal sindaco Marco Piendibene al Ministro Pichetto Fratin rimette al centro, con il linguaggio proprio delle istituzioni, una questione che per il Partito democratico di Civitavecchia è ormai politica e non più rinviabile: a questa città non bastano più tavoli, promesse e formule prudenti. Servono certezze.

Civitavecchia - La centrale Enel

Civitavecchia – La centrale Enel


Civitavecchia non può continuare a vivere sospesa: una centrale formalmente ferma, una “riserva fredda” che congela il destino delle aree, progetti di riconversione che restano sulla carta e lavoratori dell’indotto che invece hanno scadenze vere, vicine, drammatiche. La sequenza di questi giorni è persino surreale: il Ministro conferma la riserva fredda, Battilocchio applaude parole che definisce “chiare”, Angelilli parla di apertura “positiva”. Ma in questa catena di dichiarazioni manca l’unica cosa che serve alla città: una decisione.

La destra applaude il nulla, mentre il tempo passa e Civitavecchia resta ferma. Non si può dire di essere pronti a partire “domani mattina” se oggi non si chiarisce cosa accadrà alla centrale, alle aree industriali e ai progetti già presentati. Senza una decisione chiara su Torrevaldaliga Nord non esiste vera riconversione: esiste solo attesa. E l’attesa, per i lavoratori, significa paura, precarietà e rischio concreto di perdita occupazionale.

Per questo il PD sostiene la richiesta del Sindaco di aprire subito un confronto istituzionale vero con governo, regione, comune, autorità portuale, Enel, imprese e organizzazioni sindacali.

Ma diciamo anche ciò che va detto politicamente: Civitavecchia non è una pratica ministeriale. È una città con lavoratori, famiglie, competenze, infrastrutture e un futuro da difendere.

La transizione deve diventare lavoro, bonifiche, industria pulita, innovazione e nuove filiere produttive. Non un tempo vuoto in cui il territorio aspetta e il lavoro arretra.

Il governo scelga: o libera il futuro industriale di Civitavecchia, oppure si assuma la responsabilità politica di lasciare la città sospesa, i lavoratori senza certezze e le aree senza futuro.

Partito democratico, circolo di Civitavecchia


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