Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Qualcuno ha raccontato al presidente della provincia di Viterbo Romoli che c’è stato un referendum nel 2011, in cui a larga maggioranza della popolazione italiana si è sancito che l’acqua è un bene comune e quindi non disponibile per il mercato?
Sembrerebbe di no, o forse invece l’ha saputo e forte dell’appoggio bipartisan che lo sostiene, essendo stato votato, oltre che da Forza Italia, il suo partito, anche dal Pd e Fratelli d’Italia, dichiara candidamente che c’è un interesse del mercato, a proposito della gara che offre un 40% di azioni della Spa Talete ai privati, come se l’acqua fosse una merce qualsiasi.
Alessandro Romoli
La cosa singolare poi è che smentisce la motivazione stessa della messa in vendita del 40% di azioni ai privati, in base alla quale la cessione sarebbe stata motivata dalle difficoltà economiche dell’azienda. Sostiene infatti l’incauto Romoli che Talete non è affatto decotta, tant’è che il mercato ne è interessato.
Quindi ci hanno raccontato balle al momento della decisione dell’assemblea dei sindaci, che supinamente hanno votato per la cessione delle azioni, senza accertarsi delle reali condizioni economiche dell’azienda, oltre che assumendo una posizione così grave senza sentire i rispettivi consigli.
Loredana Fraleone
In realtà le principali forze politiche, che governano la Provincia, come quelle nazionali del resto, hanno lo scopo di privatizzare il più possibile, affossando il pubblico, nonostante i disastri che sono sotto gli occhi di tutti, come la sanità, quella davvero decotta, e i vari servizi sempre più cari.
Almeno caro presidente Romoli trovi argomenti più credibili, ammesso che esistano.
Rifondazione Comunista continuerà la sua battaglia contro le privatizzazioni, che stanno riducendo e cancellando diritti fondamentali, a partire dall’accesso a quel bene primario che è l’acqua.
Loredana Fraleone
Segretaria provinciale di Rifondazione Comunista

