Capodimonte – A Ferragosto del 2024 avrebbe palpeggiato nelle parti intime una ragazza che stava passeggiando con gli amici sul lungolago di Capodimonte. Protagonista un 39enne pachistano residente a Viterbo, noto alle forze dell’ordine, accusato di tentata violenza sessuale davanti al gup Daniele Rispoli. L’accusa ha chiesto 8 mesi, la difesa l’assoluzione. Entro primavera la sentenza.
Aggressione – Foto di repertorio
L’imputato è stato fotografato dalla vittima mentre si dileguava a bordo di un’Audi bianca con altri quattro soggetti. Ma della volontà di “concupiscenza” non ci sarebbe prova. E neanche che si tratti proprio dell’aggressore e non sia invece a finito nei guai per uno scambio di persona.
Il molestatore, secondo l’identikit, avrebbe avuto carnagione scura, capelli e barba scura, con addosso un cappellino nero, una camicia bianca e dei pantaloni “pinocchietto” di colore beige.
L’accusa, mercoledì, ha chiesto otto mesi di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato, chiesto dal difensore Luigi Mancini, il quale ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste o in subordine per non avere commesso il fatto. Ha chiesto la condanna l’avvocato Roberto Alabiso, che assiste la parte civle,
Gli amici della vittima, pur presenti alla scena, non si sono detti in grado di identificarlo. La persona offesa, invece, lo ha riconosciuto dal fascicolo fotografico al momento della querela mentre, secondo la difesa, non sarebbe valido il riconoscimento tra i dieci uomini di cui nono srari annotati i documenti, mostrati dietro un vetro in sede di incidente probatorio.
Non ultimo, ci sarebbero dubbi sulla volontà di compiere atto sessuali. Alcuni testimoni, infatti, avrebbero avuto la sensazione che l’aggressore si fosse avvicinato alla presunta vittima per rubarle la giacca o che stesse barcollando perché ubriaco.
Lo scorso 15 aprile, il 39enne è stato condannato a sei mesi di reclusione per resistenza. La mattina di domenica primo dicembre 2024 avrebbe aggredito la polizia, intervenuta per soccorrerlo in un bar del capoluogo, dove era riverso a terra in stato di ubriachezza, nonostante fosse sottoposto a Daspo Willy col divieto di frequentare locali pubblici per tre anni.
A gennaio 2023, invece, è stato denunciato per avere aggredito verbalmente, pronunciando gravi epiteti, gli agenti che erano intervenuti in un bar cittadino dopo la segnalazione di un uomo che stava molestando il titolare e i suoi avventori.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
