Viterbo – Costretta da Rudy Guede a rapporti sessuali “violenti e non convenzionali”. “Io non volevo, ma lo amavo e pensavo che fosse normale acconsentire”, ha detto ieri tra le lacrime, parlando di “amore tossico”, nel corso della sua deposizione fiume davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi, la presunta vittima, ovvero la ex, una viterbese 26enne, parte civile con l’avvocato Francesco Guido, mentre il 39enne ivoriano è difeso dall’avvocato Carlo Mezzetti e l’accusa è rappresentata dalla pm Paola Conti.
Rudy Guede e la 26enne che lo accusa durante un’intervista al Tg1
“Solo dopo avere intrapreso un percorso psicologico, ho capito che era violenza”. ha riferito. Tra i due una relazione durata circa un paio d’anni, considerato che avrebbero continuato a vedersi anche dopo la rottura, avvenuta nella primavera 2023, fino a pochi giorni prima della prima querela di inizio agosto 2023, seguita da altre due. Una denuncia preannunciata alle amiche qualche mese prima e che lo stesso Guede avrebbe saputo essere nell’aria.
“Non sapevo nulla del suo passato”. Come è noto, all’imputato, che era presenta in aula, vengono contestati i reati di maltrattamenti, lesioni e due violenze sessuali, commessi dal 6 settembre 2022. La presunta vittima ha detto in aula che sapeva che il 39enne, conosciuto nel 2018, era stato in carcere, ma di non sapere perché e che lui non voleva parlarne.
La prima violenza sarebbe avvenuta la sera del 6 settembre 2022, quando lei sarebbe poi andata a fare una nuotata al lago di Vico prima di tornare a casa e sdraiarsi vicino a lui nel letto, vittima di un ulteriore rapporto “non consenziente”. Quindi si sarebbe confidata, mostrando i lividi a due amiche.
La seconda violenza, consistita sempre in rapporti non convenzionali, sarebbe invece avvenuta il 26 settembre 2022, quando lei si sarebbe recata in bagno e scattata fotografie in quanto perdeva sangue, di cui non è stata trovata traccia in sede di incidente probatorio. “La sera successiva – ha fatto notare la difesa – la coppia era in casa a vedere un film”.
Confidenze. In nessuna delle due occasioni, in base a quanto emerso, si sarebbe recata a farsi refertare al pronto soccorso, ma oltre che con le amiche, la ex si sarebbe confidata anche con dei familiari di Guede nonché con un’altra persona, tra giugno e luglio 2023, che l’avrebbe presentata a un’avvocata, anche se non se ne è fatto niente.
Rudy Guede con l’avvocato Carlo Mezzetti al tribunale di Viterbo
Consenziente oppure no? Glielo hanno chiesto più volte. La 26enne, a proposito del 6 settembre, gli avrebbe detto un chiaro no, mentre il 26 settembre avrebbe subito, andando poi al bagno a farsi la foto, con l’obiettivo di “dimostrare meglio” la violenza. In altre occasioni: “Pensavo fosse normale, ma era doloroso, sono anche svenuta. Io non volevo e glielo dicevo durante il rapporto, anche se all’inizio ero consenziente”.
Al pub nel cuore della notte. Il difensore Mezzetti, fatto emergere lui che la notte tra il 6 e il 7 settembre avrebbero avuto un ulteriore rapporto nonostante il “doloroso” stupro subito, ha anche contestato alla 26enne come pochi giorni dopo abbia subissato Guede di un’ottantina di messaggi, perché tardava a tornare a casa dopo il lavoro, andandolo a cercare al pub nel cuore della notte.
Chi ha lasciato chi. Secondo una delle due amiche sentite come testimoni, sarebbe stata la 26enne a lasciare Guede nella primavera del 2023: “Lui ha anche minacciato il suicidio”. Secondo l’altra amica, sarebbe stato Guede a volere chiudere, allacciando anche una relazione con un’altra, e lei avrebbe tentato due volte il suicidio: “Una volta voleva buttarsi dalla finestra, un’altra ha ingerito pasticche e annusava candeggina”.
“Violentata per una giornata intera”. A una delle amiche avrebbe confidato anche una terza violenza sessuale “per una giornata intera”, a luglio, mentre lei era nel Grossetano per lavoro, ma né la 26enne, né l’altra teste ne hanno fatto parola. Avrebbe parlato anche di “strangolamenti e svenimenti”.
Chat “fantasma”. L’avvocato Mezzetti, a proposito dell’incidente probatorio chiesto proprio dalla difesa sullo smartphone della presunta vittima, le ha chiesto dove fossero finite le 600 pagine di chat Whatsapp allegate in querela, rinvenute solo in piccola parte dal perito del gip. “La prima avvocata con cui ho parlato, mi ha consigliato di bloccarlo e sono sparite”, ha risposto la 26enne.
Il processo riprenderà il 13 luglio.
Silvana Cortignani
– “Rudy Guede mi obbligava a rapporti sessuali violenti”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

