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“Un primo maggio per il lavoro e contro le disuguaglianze”

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Viterbo - Manuela Benedetti

Viterbo – Manuela Benedetti

Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Federazione Pd: Un primo maggio per il lavoro e contro le disuguaglianze.

Il significato del 1° maggio è nel riconoscimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e nella memoria delle lotte che, nel corso della storia, hanno portato all’affermazione di quei diritti.

Il lavoro come componente fondamentale nella produzione di beni e servizi, ma anche il lavoro come fattore di emancipazione umana e di libertà.

La costituzione Italiana, difesa ancora una volta dal pronunciamento popolare al referendum del 22 e 23 marzo scorsi, recita al primo articolo: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”.

Per i padri e le madri costituenti il lavoro doveva essere un elemento centrale nella costruzione di un’Italia realmente libera. Proprio perché doveva essere lo strumento con il quale i cittadini partecipavano alla crescita del Paese e, liberi dal bisogno, esprimevano la propria cittadinanza attiva.

Celebrare oggi il 1° maggio significa guardare in faccia la realtà che purtroppo è molto distante dai principi e dai valori sanciti nella costituzione. E non da adesso.

Ci troviamo nella paradossale situazione per cui, pur essendo aumentati gli occupati in questi anni, non è diminuita la povertà. Il che significa che una quota non piccola di persone che lavorano non riescono a migliorare le proprie condizioni di vita perché quel lavoro che svolgono è largamente sottopagato.

In Italia, la disuguaglianza economica è strutturale e in aumento, con una netta concentrazione della ricchezza nelle mani dei più abbienti. Il 10% più benestante delle famiglie detiene circa il 60% della ricchezza nazionale, mentre la metà più povera dispone solo del 7,4%. Tra giugno 2024 e giugno 2025 la ricchezza nazionale è aumentata del 3,6%, ma la maggior parte è andata ai detentori di patrimoni già elevati. Si tratta di numeri che non hanno bisogno di spiegazioni particolari ma pretendono delle risposte e dei correttivi sostanziali se si vuole tutelare e difendere la qualità della democrazia.

Se il lavoro continuerà a perdere valore verrà meno la possibilità di redistribuire equamente le risorse e le opportunità. E il Paese si fermerà. E’ indispensabile che tutti riflettano su questa realtà perché se ne può uscire soltanto con uno sforzo comune che, ormai, non è più rinviabile.

Viva il 1° maggio!

Viva la festa delle lavoratrici e dei lavoratori!

La segretaria provinciale Pd Manuela Benedetti

Il presidente assemblea provinciale Pd Alessandro Mazzoli


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