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Via della Pila, consegnate 516 firme contro pista ciclabile e cordoli imposti dalla sindaca Chiara Frontini

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Viterbo - I cordoli della pista ciclabile in via della Pila

Viterbo – I cordoli della pista ciclabile in via della Pila

Viterbo –  Cinquecentosedici firme per chiedere la revisione della viabilità di via della Pila e delle vie limitrofe. La comunicazione, inviata ieri via pec al protocollo del comune, contesta pista ciclabile, cordoli, carreggiata ristretta, senso unico e nuovo percorso pedonale.

Cinquantadue schede con 516 sottoscrizioni per chiedere la revisione della viabilità di via della Pila e delle vie limitrofe.

La comunicazione è stata inviata ieri pomeriggio via pec al protocollo del comune di Viterbo ed è indirizzata alla sindaca Chiara Frontini, al presidente del consiglio comunale Marco Ciorba e a tutti i membri del consiglio comunale.

L’oggetto della pec è la “consegna di n. 52 schede contenenti complessivamente 516 sottoscrizioni dei cittadini alla petizione per la revisione della viabilità di via della Pila e delle vie limitrofe ponendo l’attenzione alle esigenze dei residenti, soprattutto i più deboli, ed alle attività di vicinato”.

Nel documento si parte dalla realizzazione in via della Pila di “una pista ciclabile a senso unico, inutile in quanto priva di fruizione, e comunque senza alcun senso in relazione alla viabilità non avendo né inizio né fine”. Contestato anche “il posizionamento di enormi cordoli, peraltro a distanza rispetto alla segnaletica della pista ciclabile”.

Secondo quanto scritto nella pec, la carreggiata “si è ristretta a tale punto da rendere sostanzialmente impossibile la viabilità”. I promotori della petizione sostengono inoltre che non sia più possibile “creare dei parcheggi, anche a tempo, al posto della inutile e dannosa pista ciclabile”, servizio definito “del tutto assente in una zona residenziale, commerciale e comunque con un continuo accesso di utenti per la presenza di un plesso scolastico e dell’università”.

La raccolta, si legge nella comunicazione, ha raggiunto “al momento” 516 sottoscrizioni e “continuerà anche nel proseguo”. Per i firmatari è “frutto di uno spontaneismo lodevole che questa amministrazione non può non tenerne conto”.

Nella pec viene precisato che l’iniziativa “non ha né vuole avere bandiere o vicinanze politiche”. È definita “una richiesta di svolgimento della vita della città priva di decisioni sicuramente poco felici e soprattutto giunte dall’alto, in totale dispregio dei minimi principi democratici”.

Il tema, secondo i promotori, è “più ampio rispetto alla pista ciclabile di 74 metri di via della Pila” e riguarda “un atteggiamento poco riguardoso di chi vive i provvedimenti dell’amministrazione”.

La comunicazione affronta anche l’idea del senso unico. Per i firmatari “non risolve evidentemente i temi di vivibilità del quartiere”. Il rischio indicato è che via Carlo Cattaneo diventi “un imbuto soprattutto in certi orari della giornata” e che via Nino Bixio, “considerata la sua limitatezza”, diventi “un percorso ad alta pericolosità” con “significative difficoltà nella gestione del traffico”.

Nel mirino anche la “striscia pedonale compresa tra il muro e la pista ciclabile”, definita nella pec “la rappresentazione dell’assenza di verifica, oltreché di condivisione, prima di prendere delle decisioni”.

Il nuovo percorso pedonale parallelo alla pista ciclabile viene descritto come “ricco di buche, di tombini, ovviamente non manutenuti, di rami di alberi che elevano il manto stradale, tanto da risultare pericoloso e sicuramente non utilizzabile dalle persone più deboli”.

Su questo punto, i firmatari scrivono che “è in corso un’analisi circa l’opportunità di affidare l’incarico ad un tecnico specializzato” per verificare “la regolarità del neotracciato pedonale”, soprattutto per la sicurezza degli utenti, ed eventualmente “coinvolgere le autorità all’uopo preposte”.

La petizione, si legge ancora, tende a “risolvere il problema della viabilità di via della Pila” e a rendere la strada “liberamente fruibile da tutti i residenti”, composti “nella maggior parte da anziani”. Ma contiene anche “una richiesta più ampia di partecipazione alle decisioni che maggiormente impattano sulla quotidiana vita” dei cittadini.

Viterbo - La sindaca Chiara Frontini

Viterbo – La sindaca Chiara Frontini


La conclusione della pec contiene le critiche più dure alla sindaca Chiara Frontini, che guadagna quasi diecimila euro mensili lordi pagati dai cittadini, e all’amministrazione più costosa di sempre. I firmatari chiedono “un atto di coraggio e di responsabilità politica”: “Togliere i 74 metri di pista ciclabile di via della Pila ed iniziare un dialogo con i residenti per verificare il modo più corretto per gestire la viabilità della zona e la conseguente qualità della vita dei residenti, senza prevaricazioni”.

“La politica deve essere al servizio dei cittadini ed ha il compito precipuo di soddisfare la collettività che ha riposto fiducia negli eletti, il suo fine deve essere quello di risolvere i problemi e non di crearne”, si legge nella parte finale della comunicazione.

Da qui l’auspicio conclusivo: “Si auspica pertanto nella misura più consona un confronto con i residenti”.


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