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Viterbo capitale europea della cultura: beato chi ci crede, la giunta Frontini sembra molto poco

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Viterbo – Viterbo capitale europea della cultura: beato chi ci crede. La giunta Frontini pare molto poco. Almeno stando ai numeri elencati in consiglio comunale da Francesca Sanna (Pd), per il consuntivo 2025.

Viterbo - Consiglio comunale - Alvaro Ricci e Francesca Sanna

Viterbo – Consiglio comunale – Alvaro Ricci e Francesca Sanna


“Fra gli avanzi – ricorda Sanna – ci sono i 170mila euro per Viterbo capitale europea della cultura. Nel 2025 abbiamo speso addirittura meno del 2024, quando si era arrivati a 14mila euro. Un anno dopo, appena settemila euro”. La prova del nove. Qualche dubbio sull’effettivo impulso che la giunta sta dando al progetto, sorge spontaneo, se della somma iscritta in bilancio se ne utilizza una parte infinitesimale.

“Non so cosa stiate facendo – incalza Sanna – non si capisce, non ho seguito i lavori. Magari ci saranno stati percorsi diversi, ma questi sono i numeri”. Che sembrano indicare uno stallo. Pure a livello progettuale, ben poco e relazioni sull’operato scarseggiano, per la candidatura a capitale europea della cultura nel 2033.

Il Partito democratico, per il rendiconto, si è divertito (si fa per dire) a spulciare tutti gli annunci da parte degli assessori, rispetto al dup e in fase d’approvazione bilancio, per capire cosa non è stato fatto e cosa invece è andato in porto, adesso che siamo al rendiconto.

L’elenco del non fatto è lungo. Quattro pagine. Tanto che Sanna divide il compito coi colleghi Ricci e Troncarelli, limitandosi tutti a quelli più rilevanti.

La fondazione per il teatro Unione. Al momento e non solo al momento, niente, il palco attrezzato permanente per gli spettacoli o la sistemazione di località Quartuccio. Per non parlare del regolamento per le rotatorie.

Buio pesto sulle luci: “Si parlava di novemila nuovi punti luce – spiega Sanna – ne ho contati 700. Si è detto di piantare più alberi, ma io nelle zone critiche vedo sempre gli stessi mezzi morti”.

Giusto qualche esempio, anche se per correttezza, il capogruppo Pd Alvaro Ricci un aspetto lo sottolinea: “È un bilancio in ordine – osserva Ricci – i cinque milioni in più, seppure non siano un miracolo, ma frutto di minori spese e più trasferimenti, sono elemento comunque positivo”. E un consistente avanzo di bilancio. Suona come un invito alla giunta a osare di più: “Quando vi proponiamo iniziative, progetti per la città, vedete bene che non è un problema di risorse. Dovete crederci.

All’assessore Aronne dico bene avere raggiunto gli obiettivi contenuti nel dup, a parte qualcosa . Il piano di recupero del centro storico, poi, è uno strumento positivo, ma bisogna capire bene i contenuti e dove si va a intervenire”.

Su quello che manca, il grande assente è il termalismo. Ricci lo rimarca. Ex Terme Inps chi le ha viste, per non parlare delle piscine Carletti e del Bullicame da unificare con l’orto botanico, in accordo con Unitus. E poi il centro storico: “Inutile parlarci addosso sul rilancio – sostiene Ricci – servono azioni coraggiose”. Cinquanta euro di taglio, ad esempio, alla Tari bastano a convincere le persone a tornare a viverci?

Altro grande assente, i consigli dei territori, annunciato dalla giunta Frontini come una grande conquista per tornare a dare voce agli ex comuni. E invece, silenzio.

Giuseppe Ferlicca


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