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“Abitavo a Penny Lane”, Riccardo Bertoncelli presenta il suo libro

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Viterbo - La sala conferenze Vincenzo Cardarelli della biblioteca consorziale

Viterbo – La sala conferenze Vincenzo Cardarelli della biblioteca consorziale

Viterbo – Riceviamo. e pubblichiamo – Domani, martedì 30 giugno, alle 17,30, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, Riccardo Bertoncelli sarà a Viterbo per presentare il libro Abitavo a Penny Lane. Memorie di anni gloriosi di rock, jazz e blues (Feltrinelli), in dialogo con Massimo Giacci. 

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la sede della Biblioteca Consorziale nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
 
L’autore

Riccardo Bertoncelli è nato a Novara nel 1952 e a quindici anni ha scoperto la propria incontenibile passione per il rock. A diciassette anni ha fondato la sua prima fanzine e nel 1973 ha pubblicato il primo libro sulla musica che stava contagiando le giovani generazioni. Negli anni ’70 la sua attività di autore di volumi sul genere pop si è affiancata a quella di recensore e saggista per riviste specializzate come Muzak e Gong.

Nel 1980 è stato direttore di Musica 80 e con Franco Bolelli ha curato Almanacco Musica per Il Formichiere. Dal 1985 al 1995 è stato direttore editoriale di Arcana per poi curare l’area musicale all’interno di Giunti fino al 2025. Ha al suo attivo esperienze radiofoniche con Rai e Rsi e collaborazioni con Linus, Musica e “XL” di la Repubblica, Blow Up, Audio e Musica Jazz.
 
Il libro

Riccardo Bertoncelli, Abitavo a Penny Lane. Memorie di anni gloriosi di rock, jazz e blues, Feltrinelli
 
C’è stata un’Italia che ha scoperto il rock come una rivelazione, che ha imparato l’inglese sui testi delle canzoni e che sognava di vivere in un mondo fatto di musica, parole e libertà.

È l’Italia di un ragazzo che cresce in provincia negli anni ’60, ascolta i Beatles alla radio, si innamora di Dylan, scopre Zappa, scrive le prime fanzine e capisce che la musica può essere una bussola per orientarsi nel mondo.

Dai pomeriggi passati nei negozi di dischi alle notti delle radio libere, dai viaggi verso Londra e Parigi ai festival jazz e rock che cambiano il modo di ascoltare, Riccardo Bertoncelli narra una storia di formazione, di amicizie, di errori, di entusiasmi assoluti. È il ritratto di un’epoca irripetibile, in cui l’uscita di un album si aspettava con ansia, le canzoni si ascoltavano fino a consumare la testina del giradischi e le parole avevano ancora un peso.
Con ironia e tenerezza, Bertoncelli ricompone quel mondo in un memoir che è al tempo stesso confessione e racconto collettivo: Abitavo a Penny Lane è una lettera d’amore al rock e alla giovinezza, scritta da chi ha vissuto quella stagione con passione contagiosa. Un libro per chi c’era e per chi avrebbe voluto esserci. E per chi ancora oggi cerca nei dischi – o nei libri – qualcosa che somigli a una promessa di libertà. La musica come passione, identità, rivoluzione: il memoir di una vita vissuta a tempo di rock. Un viaggio ironico e affettuoso nella colonna sonora di una generazione.

Biblioteca consorziale Viterbo


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