Incendio a Fiescole – L’intervento del Nipaf e nei riquadro Danilo Camilli
Vetralla – Prosciolto dal giudice Jacopo Rocchi il 48enne di Vetralla, tradito dallo “spionaggio satellitare”, accusato di avere appiccato 14 roghi in due mesi, tra il 23 giugno e il 22 agosto 2017. Tra i particolari che hanno insospettito gli investigatori, concentrando su di lui le indagini, un binocolo sul sedile posteriore della macchina e un Canadair in azione come immagine del suo profilo Whatsapp sul telefono. L’imputato, un imprenditore agricolo sempre sostenuto dalla sua famiglia, era difeso dall’avvocato Samuele De Santis. “L’opinione pubblica voleva a tutti i costi un responsabile”, commenta il legale.
Era l’estate del 2017, una delle più calde degli ultimi anni e la bassa Tuscia fra Viterbo. Vetralla era sferzata dagli incendi che si ripetevano in serie anche più volte al giorno nei medesimi luoghi. Centinaia gli interventi dei vigili del fuoco e le zone quasi sempre le medesime ed anche le stesse persone che arrivano sul posto, chi per aiutare, chi per curiosare.
E’ da uno di questi roghi che prese il via l’indagine nei confronti di Danilo Camilli, un lavoratore delle campagne di quella zona, che nonostante fosse stato uno dei primi ad aver subito danni da uno di questi incendi venne attenzionato e poi monitorato con l’ applicazione gps sulle sue autovetture.
Finì con un arresto spettacolare dell’allora guardia forestale a seguito dell’ultimo rogo attribuitogli, alle cinque del pomeriggio del 22 agosto 2017, davanti alla Cittadella della salute di Viterbo.
Vetralla – Incendio nel bosco di Monte Fogliano
Camilli è finito a processo con l’accusa di avere appiccato 14 incendi. “È stata una lunga ed estenuata istruttoria quella che si è svolta – ricorda il difensore De Santis – dalle testimonianze dei presenti a quelle dei parenti, dalla ricostruzione a video della forestale ora carabinieri, fino alla dinamica di reputazione e individuazione delle cause e della propagazione degli incendi”.
Il 3 giugno l’epilogo, affidato al giudice Rocchi che ha assolto l‘imputato da tutte le contestazioni, derubricandole tutte a tentato incendio e dichiarandone la maturata prescrizione.
“Sono davvero soddisfatto del risultato professionale perché l’istruttoria ha evidentemente dimostrato come non vi sia mai stata nessuna minaccia per l’incolumità pubblica e che sin dall’inizio non si poteva parlare di incendi ma di semplici fuochi non attribuibili al mio assistito“, sottolinea De Santis.
“Spesso si tende a confondere qualsiasi rogo con il delitto di incendio, ma le due cose sono ben distinte, sia dal punto di vista oggettivo, come ha sancito il giudice, sia dal punto di vista soggettivo, inesistente nel caso di specie, ma inesplorato per l’intervenuta prescrizione”, dice ancora.
L’avvocato Samuele De Santis
“D’altronde abbiamo dimostrato come la stagione fosse davvero calda e i roghi erano diffusi e probabilmente spontanei, tanto da ingenerare nell’opinione pubblica una necessità di trovare a tutti i costi un unico responsabile, necessità che spesso mina le indagini sin dall’inizio cercando in maniera induttiva di ricondurre una serie di fatti a una persona senza evidenze probatorie”, spiega il legale dell’imputato.
“Posso dire – conclude – che questa sentenza deve riabitare Danilo Camilli e la sua famiglia, che con estrema dignità ha presenziato ad ogni udienza del processo lungo quasi 10 anni e ha dovuto subire ogni tipo di accusa, soprattutto sui social, additato come mostro sin da subito. Spero vivamente che oltre alla resa processuale possa trovare una nuova serenità sociale”.
Silvana Cortignani
Viterbo – Incendio in strada Quartuccio
Gli incendi attribuiti a Danilo Camilli
– 23 giugno 2017: incendio in località Via del Bosco a Vetralla
– 27 giugno 2017: incendio boschivo in località La Noce a Vetralla
– 10 luglio 2017: incendio in località Pian dei Cerri a Vetralla
– 23 luglio 2017: incendio in località Volpara a Viterbo
– 24 luglio 2017: incendio in località Strada del Pendolino a Vetralla
– 2 agosto 2017: incendio in località Quartuccio a Viterbo
– 5 agosto 2017: incendio in strada Due Casali a Viterbo
– 5 agosto 2017: incendio boschivo in località La Noce a Vetralla
– 7 agosto 2017: incendio in strada Sasso San Pellegrino a Viterbo
– 8 agosto 2017: incendio in strada Sasso San Pellegrino a Viterbo
– 18 agosto 2017: incendio in località strada Orti-Quartuccio a Viterbo
– 21 agosto 2017: incendio in località Castellaccio a Viterbo
– 21 agosto 2017: incendio in località strada Ciavalletta a Viterbo
– 22 agosto 2017: incendio in località Fiescole a Viterbo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



