Viterbo – “Io direi ai genitori: prima dei 13 anni, niente smartphone. Non sono contrario alla tecnologia, ma servono regole. Le piattaforme non sono neutrali e sanno come adescare gli adolescenti”, ha detto il professor Massimo Ammaniti.
È uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Ammaniti, tra i più autorevoli studiosi italiani nel campo della neuropsichiatria infantile e della psicopatologia dello sviluppo, protagonista ieri pomeriggio a Villa Lante a Bagnaia dell’incontro “La fatica di crescere”, promosso dalla Asl di Viterbo.
Il neuropsichiatra infantile Massimo Ammaniti
L’appuntamento ha inaugurato il ciclo degli “Incontri del caminetto”, una nuova serie di momenti di confronto e approfondimento promossi dall’azienda sanitaria sulle grandi tematiche che riguardano il benessere psicologico e la crescita delle nuove generazioni.
Nel corso di un dialogo-intervista con la direttrice del dipartimento di salute mentale della Asl di Viterbo, Cristiana Morera, lo psicanalista e docente universitario ha condiviso con i numerosi presenti il suo pensiero, prendendo spunto dal libro “Adolescenti – Prendersi cura della fatica di crescere”.
Il neuropsichiatra infantile Massimo Ammaniti con Cristiana Morera
Il volume è nato dall’esperienza del progetto Selfie e dalla ricerca condotta nella Tuscia su oltre settemila studenti delle scuole medie e superiori. I contenuti sono stati anticipati ieri dal direttore generale Egisto Bianconi e da Salvatore Regoli di Juppiter.
Secondo Ammaniti, l’adolescenza oggi inizia prima e si prolunga molto più a lungo rispetto al passato, arrivando in alcuni casi a sfiorare i trent’anni.
“I ragazzi non corrono rischi perché sono imprudenti o sprovveduti, ma perché hanno bisogno di esplorare – ha spiegato Massimo Ammaniti –. È una fase di costruzione dell’identità, nella quale il cervello si trasforma profondamente e i giovani diventano particolarmente sensibili al mondo sociale e all’influenza del gruppo”.
L’incontro col neuropsichiatra infantile Massimo Ammaniti
Particolare attenzione è stata dedicata al tema del digitale. Citando recenti studi internazionali, Ammaniti ha evidenziato come negli ultimi quindici anni siano aumentati ansia, solitudine e depressione e come l’uso eccessivo degli smartphone possa influire sul ritmo sonno-veglia e, di conseguenza, sulle capacità di apprendimento.
“Non sono contro gli smartphone – ha precisato Ammaniti – ma occorre introdurre regole e accompagnare i ragazzi a un uso consapevole. Crescendo, naturalmente, gli spazi di autonomia devono aumentare”.
Ammaniti ha poi richiamato il tema della responsabilità degli adulti e della società nei confronti delle nuove generazioni.
Egisto Bianconi
“Dobbiamo aiutare i ragazzi a superare gli scogli dell’adolescenza – ha affermato Ammaniti –. Tra questi c’è innanzitutto il rapporto con il proprio corpo, che nella maggior parte dei casi non viene accettato, ma anche la costruzione dell’identità, il confronto con i coetanei, la scoperta della sessualità e la necessità di trovare il proprio posto nel mondo. Sono passaggi complessi che possono trasformarsi in elementi di fragilità e diventare pericolosi se i ragazzi vengono lasciati soli. Per questo abbiamo il dovere di accompagnarli. Sono il nostro futuro e dobbiamo investire su di loro”.
“Oggi gli adolescenti devono compiere uno sforzo enorme per trovare una loro direzione in una società attraversata da grandi cambiamenti e da sfide sempre nuove – ha aggiunto Ammaniti –. È una responsabilità che riguarda le future generazioni e, quindi, tutti noi. Siamo tutti chiamati a dare loro una mano”.
Lo studioso ha infine espresso particolare apprezzamento per il volume “Adolescenti – Prendersi cura della fatica di crescere”, sviluppato dalla Asl di Viterbo insieme a qualificati partner del mondo accademico e del terzo settore.
Il neuropsichiatra infantile Massimo Ammaniti
“Ho apprezzato molto questo lavoro – ha spiegato Ammaniti – perché è orientato a trasformare la ricerca in strumenti concreti e servizi utili. Le teorie devono continuamente confrontarsi con la realtà e con gli stessi adolescenti, che sono i migliori giudici del nostro operato”.
“Siamo particolarmente orgogliosi di aver ospitato una personalità del calibro del professor Ammaniti – ha dichiarato il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi –. Le sfide poste dall’adolescenza riguardano l’intera comunità e richiedono una capacità condivisa di ascolto, comprensione e accompagnamento. Investire sui ragazzi significa investire sul futuro della nostra società”.




