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“Affidare all’ente gestore il monitoraggio dell’acqua mina la trasparenza e la fiducia dei cittadini”

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Acqua - Rubinetto aperto

Acqua – Rubinetto aperto

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La situazione relativa alla qualità dell’acqua potabile nella Tuscia ha raggiunto un punto di non ritorno, e le soluzioni prospettate ci lasciano non solo perplessi, ma soprattutto indignati.

Apprendiamo infatti con rabbia che, di fronte all’ennesima emergenza, la strategia verso cui si vorrebbe procedere è quella di arrivare, gradualmente, ad affidare proprio a Talete spa l’effettuazione delle analisi sulle acque. Non possiamo non cogliere una prospettiva già tentata in passato, di trasformare Asl e Arpa nel capro espiatorio delle inefficienze gestionali, per poi estrometterle di fatto dal loro ruolo di garanti terzi, per consegnare “le chiavi dei controlli” direttamente a chi il servizio lo dovrebbe erogare.

Viene da chiedersi se i promotori di questa manovra conoscano il significato del concetto “conflitto di interessi”. Affidare a un ente gestore il monitoraggio della qualità del servizio che lui stesso distribuisce equivale, nella sostanza, a chiedere all’oste se il suo vino è buono.

Una pratica che mina alla radice la trasparenza e la fiducia dei cittadini, i quali hanno il diritto assoluto di ricevere un’acqua sicura, garantita da controlli terzi, imparziali e rigorosi.

Come Abaco – Associazione di base dei consumatori, denunciamo con forza questo gioco al ribasso. La salute pubblica non è un terreno su cui tentare di scaricare responsabilità o peggio fare profitti.

Abaconon accetterà passivamente una gestione di questo tipo e chiede:

1. Istituzione di un Osservatorio popolare permanente e sospensione dei pagamenti richiesti ai cittadini. È indispensabile la creazione immediata di un organismo di controllo partecipato, composto da cittadini e tecnici indipendenti, che vigili costantemente sulla qualità della risorsa idrica, attraverso monitoraggi certificati da laboratori terzi, privi di legami di interesse con Talete spa. Contestualmente, esigiamo la sospensione dei pagamenti delle bollette fino a quando non saranno messe in atto soluzioni definitive e strutturali che garantiscano la piena sicurezza dell’acqua. I cittadini non possono pagare per un servizio che non rispetta i requisiti minimi di legge. Trasparenza totale. Tutti i dati, devono essere pubblicati in tempo reale e in modalità comprensibile a tutta la cittadinanza.

2. Assunzione di responsabilità. La politica deve smetterla di lavarsene le mani con ordinanze “Pilatesche” ma deve impegnarsi concretamente nella risoluzione definitiva delle criticità.

La pazienza dei cittadini è finita. L’acqua è un bene primario che non può essere gestito con leggerezza, e men che meno con un’evidente e pericolosa concentrazione di ruoli in mano al gestore.

Riccardo Cacchione
Presidente di Abaco Lazio 


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