|
|
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Per chi vive la politica come servizio ai cittadini non c’è nulla di sorprendente nell’annunciata affiliazione di Chiara Frontini a Forza Italia. Per il mondo dei politicanti si tratta di un siparietto ampiamente prevedibile, l’ennesima rappresentazione di un copione già scritto e recitato molte volte. Una scelta che appare finalizzata più alla conservazione di posizioni di potere che alla costruzione di un progetto per la città.
Più che un accordo politico, quello andato in scena è un accordo di sopravvivenza. Da una parte una sindaca che ha progressivamente abbandonato ogni richiamo al civismo che l’aveva portata alla guida della città, dall’altra una classe dirigente che sembra aver smarrito qualsiasi riferimento identitario pur di ritagliarsi uno spazio all’interno degli equilibri di governo locali.
Un’intesa costruita attorno alle convenienze reciproche di chi considera la politica come esaltazione della propria persona e non come servizio alla comunità.
Il civismo di Chiara Frontini era stato sepolto nel momento stesso in cui aveva scelto di concentrare ogni decisione attorno allo scettro del comando, rifiutando il dialogo e calpestando anche con metodi discutibili chi poteva, secondo lei (e non solo), rappresentare un ostacolo.
L’affiliazione a Forza Italia rappresenta soltanto l’epilogo di una mutazione politica iniziata da tempo e che oggi viene certificata ufficialmente. A pagarne il prezzo saranno ancora una volta Viterbo e i viterbesi, ai quali era stato promesso un modello amministrativo alternativo ai partiti tradizionali e che oggi si ritrovano l’esatto contrario.
La conferenza stampa sulle provinciali ha ritrovato la sua vera natura, quella di una politica senza valori che arriva a tutto e tutti per il solo esercizio del potere
Assistiamo da tempo a un percorso di progressivo trasversalismo destabilizzante che prima ha interessato la provincia di Viterbo, poi il comune di Civita Castellana e vorrebbe intaccare anche il comune capoluogo. Un processo che va al di fuori di ogni forma di visione politica.
Viterbo sarebbe fuori dal contesto nazionale e regionale. Un processo che sta ridefinendo gli assetti attraverso accordi improbabili e fino a poco tempo fa impensabili. Operazioni che possono forse soddisfare le esigenze di un circolo ristretto di persone, ma che difficilmente rispondono ai bisogni reali dei territori.
Ma che certamente contribuiscono ad alimentare la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e questa è una grande responsabilità. Quando si cambia idea solo il verdetto degli elettori può abilitarci.
Continueremo a lavorare con chiarezza come sempre fatto
Luisa Ciambella
Coordinatore regionale del Movimento Lista Civica Francesco Rocca Presidente – Per il Bene Comune
