Tuscania – (sil.co.) –Assolto dall’accusa di stalking l’uomo di Tuscania accusato di fare le poste fuori scuola dei figli al presunto amante della moglie. L’imputato, difeso dall’avvocato Alessandro Sforza, ha fornito la sua versione dei fatti mercoledì al giudice Jacopo Rocchi. Parte civile con il legale Giorgio Amato la presunta vittima.
Tribunale – Carabinieri
Le indagini dei carabinieri, e il successivo processo, sono scaturiti dalle dichiarazioni rilasciate dai figli minori dell’imputato che, medicati in ospedale per delle lesioni, avrebbero riferito ai sanitari che li aveva aggrediti “il compagno della mamma”. Da qui sarebbero scattate le persecuzioni dell’imputato ai danni della presunta vittima.
Ma al processo gli unici due testimoni “neutri”, non legati da rapporti familiari o di amicizia con la persona offesa, hanno detto di averli visti parlare, ma di non avere sentito toni accesi o minacce. “Il mio assistito, nel frattempo separato dalla moglie, alla luce di quanto detto fai figli, può avere chiesto con decisione spiegazioni, ma da qui a parlare di stalking ce ne vuole”, ha sottolineato il difensore Sforza.
Secondo l’accusa, l’imputato, nella primavera del 2019 avrebbe perseguitato il padre di un compagno di scuola di uno dei figli, convinto che fosse l’amante della moglie e che molestasse i suoi bambini. “Ti faccio le stesse cose che hai fatto ai miei figli”, lo avrebbe minacciato, affrontando fuori scuola l’uomo. Ma no è emersa prova del reato di atti persecutori, previsto dall’articolo 612 bis del codice penale.
La presunta vittima, parlando dei danni, ha detto: “Chiuse le scuole, stravolto dall’esperienza scioccante che avevo vissuto, ho cambiato completamente vita, lasciando la casa di Tuscania e il lavoro che facevo all’epoca, trasferendomi a Roma con la mia famiglia”. Interrogato in tribunale lo scorso mese di ottobre, ha sempre negato di avere mai avuto rapporti di alcun tipo con la moglie dell’imputato, né tantomeno coi figli.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva
