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Agente aggredito in carcere da un detenuto, per lui un mese di prognosi

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Il carcere di Viterbo

Il carcere di Viterbo

Viterbo – Agente aggredito in carcere da un detenuto, per lui un mese di prognosi. L’ennesima violenza registrata ieri, giovedì 4 giugno attorno alle 13,30, nella casa circondariale di Viterbo “Nicarndo Izzo”.  

A denunciare con forza l’accaduto è il segretario generale Fns Cisl Lazio, Massimo Costantino. “La Fns Cisl Lazio, nel condannare con fermezza l’episodio, esprime la propria solidarietà e la piena vicinanza all’agente, ribadendo che per il detenuto resosi partecipe di tale aggressione è necessario un intervento immediato con provvedimenti dí trasferimento in altri luoghi detentivi – fa sapere la sigla sindacale -.

Attualmente il personale di polizia penitenziaria previsto dovrebbero essere di 330 unità mentre quello effettivo è di 286 unità. A tale dato va sottratto il personale del gruppo operativo mobile (GOM) e, quindi, la carenza è circa 70 unità. Per la Fns Cisl Lazio – prosegue -, vi è la necessità di compensare le perdite di personale e completare gli organici e garantire un numero di agenti sufficiente a garantire la sicurezza e l’operatività degli istituti penitenziari. La discrepanza significativa tra gli organici previsti e le forze effettivamente in servizio, crea uno sbilanciamento sul personale esistente. La carenza di personale costringe il personale a carichi di lavoro eccessivi e un numero di detenuti per agente non sostenibile, aumentando i rischi e lo stress lavorativo.

Attualmente i detenuti presenti risultano essere 670 mentre dovrebbero esserci 440: un dato di +230 detenuti.

Per la Fns Cisl Lazio servono urgentemente correttivi per evitare il ripetersi di tali criticità ribadendo la necessità di un cambiamento del sistema penitenziario, affinché gli agenti di polizia penitenziaria, possano lavorare in un ambiente più sicuro – La sicurezza nei luoghi di lavoro non è un privilegio, ma un diritto fondamentale” conclude la Fns Cisl di Viterbo.


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