Viterbo – “Alle comunali 2027 di Viterbo, Futuro nazionale non andrà con la sinistra, dialogheremo con i movimenti civici di destra, ma se non c’è possibilità andremo da soli”. Umberto Fusco guarda già alle amministrative nel capoluogo. Nella Tuscia, 28 comuni in totale. Ma la partita dove c’è più attesa si gioca a Viterbo.
Viterbo – L’incontro alle Terme dei Papi Futuro Nazionale
L’occasione è l’incontro alle Terme dei Papi con Antonio Maria Rinaldi, ex europarlamentare. In sala, diverse persone arrivate non solo da Viterbo, ma da un po’ tutta la Tuscia e pure dalle altre province del Lazio. Al microfono si alternano iscritti, impegnati nella costruzione del movimento politico nella Tuscia.
Si ricorda il gazebo sulla sicurezza di questo sabato mattina a viale Trento. E proprio dalla zona arriva un responsabile del comitato, Mino Meli: “C’è un accampamento di selvaggi – dice intervenendo – non saprei definirli diversamente. Con alcol, siringhe e altre situazioni illegali governano viale Trento”. Quando tocca a Rinaldi, Fusco ricorda le 10mila preferenze conquistate nella Tuscia alle Europee.
“Siamo orgogliosamente un partito di destra – spiega Rinaldi – tutta la mia azione politica è stata ispirata del perseguimento dell’interesse nazionale, prima c’è l’Italia, poi tutto il resto”.
C’è una buona notizia per la Tuscia e Futuro nazionale, si chiama Sonia Oreti.
“La Tuscia – spiega Umberto Fusco – è stata presa in considerazione e una nostra tesserata da ieri è stata nominata ufficialmente nell’assemblea nazionale del partito”.
L’incontro con Antonio Maria Rinaldi: “Organizzato in cinque giorni – ha detto Fusco – dopo un duro lavoro iniziano ad arrivare i risultati, la vicinanza della gente, il tesseramento che è ricominciato”.
Poi Roberto Vannacci. “In un’intervista – ricorda Fusco – il generale ha parlato molto bene di Viterbo. Del Lazio in generale, ma si è detto molto soddisfatto di Viterbo, per come sta rispondendo”.
Qualche numero sullo stato di salute del partito. Oltre 114mila iscritti in Italia e 1500 circoli aperti, cifre venute fuori nel corso dell’incontro.
Sonia Oreti
Vannacci inevitabilmente è al centro dell’attenzione di chi interviene, l’uomo della provvidenza, mandato dal cielo, per uno degli iscritti al microfono.
Ma qualche problema c’è. Criticata la proposta di legge in discussione, pensata, sostengono, per escludere Futuro nazionale. Con un emendamento carogna, sostengono. I partiti che si sono costituiti entro il 2025 non avranno l’obbligo della raccolta firme. Futuro nazionale basce nel 2026.
“Non abbiamo paura – ricorda Marco Pomarici – di raccogliere le firme”. E cosi sintetizza Rinaldi la proposta: “Una porcatella. Ma non abbiamo timori, ce la faremo. Attaccano solo noi, perché hanno paura. Ve lo garantisco.”.
Giuseppe Ferlicca
Umberto Fusco e Antonio Rinaldi



