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Alleanza Verdi e Sinistra: “Talete, la maggioranza non svenda Tarquinia”

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Tarquinia

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Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Talete: la maggioranza non svenda Tarquinia.

Il gruppo consigliare Alleanza Verdi e Sinistra, con il capogruppo Piero Rosati, al termine di una lunga “maratona di accessi agli atti”, ritardati e frammentati, che hanno reso necessario richiedere persino l’intervento del prefetto, chiede all’attuale maggioranza di rivedere la delibera 160/2025, che approvava l’accordo transattivo con Talete S.p.A.

“E’ un atto inaccettabile, che non tutela in modo adeguato gli interessi della città. Il sindaco ha firmato una resa incondizionata, non una transazione”.

Il Comune ha crediti per euro 2.276.247,43, Talete solo per euro 551.841, 41. Il nostro credito è quattro volte più grande e, ciò nonostante, le parti concordano di rinunciare a tutti gli interessi legali, sebbene quelli spettanti al comune (euro 159.583,59) siano di gran lunga superiori a quello dovuti alla società Talete (euro 29.566,85).

Cosa altro viene deciso attraverso la sottoscrizione dell’accordo? Compensare subito tutto il debito verso Talete, mentre i soldi spettanti al Comune rientreranno a rate fino al 2041, senza un euro di interessi.

Un regalo che, da calcoli fatti in proprio (il comune non li ha mai forniti, né quantificati), applicando un tasso del 2%, sono pari a euro 330.484.74. Talete non rinuncia a nulla, perché il suo credito lo ha già compensato per intero nel 2025.
Dal 2026 al 2030 il Comune continuerà a pagare a Talete oltre euro 150.000 all’anno di bollette per i consumi idrici della città e incasserà, con scadenza 31 dicembre, solo euro 74.215.91 di rata, perché questo è l’importo della rata dei primi 5 anni definita nell’accordo. Andiamo a debito col nostro debitore.

Dal 2031 al 2041 la società Talete pagherà l’ulteriore debito per mancato rimborso di rate di mutuo (dovute a partire dal 2016) attraverso 11 rate annuali, dell’importo ciascuna di euro 113.938,77. Anche in questo caso, quindi, di importo inferiore a quello che il Comune pagherà per i propri consumi idrici, considerato che le tariffe non potranno che aumentare. Ancora una volta, quindi, andiamo a debito col nostro debitore.

Zero trasparenza: l’accordo non è mai stato pubblicato, né all’albo pretorio, né nella sezione trasparenza, in violazione anche del PIAO 2025 del Comune che, soprattutto negli accordi transattivi, impone la trasparenza, definendola uno strumento idoneo a contrastare la corruzione.

Zero rispetto delle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo del Consiglio comunale: alcuni rappresentanti della Giunta o forse solo il sindaco, considerata la riservatezza con il quale l’atto è stato presentato in Giunta, hanno assunto decisioni su un credito di oltre 2,2 milioni di euro, che è frutto di accordi sottoscritti con la società Talete, a partire da quello principale di cui alla delibera di Consiglio n: 31/2016.

Zero tutela degli interessi della propria città: si dilaziona il debito Talete, maturato a partire dal 2016, fino al 2041, mentre ogni anno Talete riscuoterà le tariffe idriche dovute dai cittadini di Tarquinia e quelle dovute dal Comune, senza alcuna eccezione.

Piero Rosati, capogruppo AVS “Questo non è amministrare, è fare gli interessi di una partecipata, all’interno della quale il Comune ha poco più del 5%, contro la propria città. Hanno trasformato un credito certo, liquido ed esigibile, definito così anche dall’avvocato difensore del comune, di oltre 2,2 milioni di euro in una cambiale senza interessi, con scadenza 2041. Con la nostra mozione chiediamo di rivedere questo accordo inaccettabile, ricalcolare le rate con interessi, pubblicare tutto e far pagare subito a Talete il rimborso delle rate di mutuo anno 2025, per le quali il comune a inizio anno ha emesso fattura, che non risulta ancora saldata.

Se l’attuale maggioranza non accoglierà la proposta contenuta nella mozione depositata già da giorni, si assumerà la responsabilità politica e contabile di voler mantenere in vita un accordo che non sembra rispettare i criteri di razionalità, congruità e prudente apprezzamento, a cui fanno richiamo anche gli orientamenti della Corte dei conti e di aver danneggiato Tarquinia per i prossimi 20 anni. Noi non ci stiamo”.

AVS porterà la battaglia in Consiglio e in ogni sede. Tarquinia non è il bancomat di Talete. La segreteria del Circolo di Sinistra Italiana di Tarquinia

AVS


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