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“Bene gli accordi per la gestione del patrimonio archeologico, alle firme seguano operazioni reali”

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Tuscania

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Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo –  Il Gruppo Archeologico Città di Tuscania Aps accoglie con favore la firma degli accordi annunciati per la gestione e la valorizzazione del patrimonio archeologico cittadino.

Ogni strumento che possa favorire tutela e rilancio dei siti è, in linea di principio, una buona notizia. Ma oggi non possiamo limitarci all’ennesima firma.

Perché questa non è una pagina bianca da cui ricominciare: è la terza ondata di accordi, protocolli e annunci in dieci anni.

E nel frattempo il patrimonio archeologico di Tuscania è rimasto sostanzialmente nelle stesse condizioni di abbandono.

Alle firme devono seguire immediatamente operazioni reali di pulizia, recupero e valorizzazione, a partire dalle necropoli cittadine e dagli scavi dell’antica area urbana sul Colle di S. Pietro. Perché il problema non è più immaginare progetti: il problema è realizzarli.

Le aree archeologiche continuano a presentare condizioni inaccettabili. In molti casi la vegetazione infestante invade i percorsi di visita, il decoro è assente e alcuni settori risultano di fatto non fruibili.

Non si tratta di dettagli estetici: quando rovi e sterpaglie superano i due metri di altezza e impediscono l’accesso, non si sta valorizzando il patrimonio, lo si sta semplicemente lasciando scomparire.

Nel frattempo si susseguono dichiarazioni pubbliche, conferenze, annunci di “nuovi inizi”. Ma dopo la rottura di ogni rapporto con il nostro Gruppo da parte dell’amministrazione comunale di Tuscania, nessuno degli impegni annunciati si è tradotto in opere concrete.

La realtà è sotto gli occhi di tutti: ciò che oggi continua ad essere mantenuto in condizioni accettabili è ciò che viene seguito ordinariamente dal Ministero della Cultura. Il resto continua ad attendere.

Dichiara il Vicedirettore Franco Livi: “È avvilente continuare a sentire proclami sulla pulizia e la valorizzazione dei siti archeologici di Tuscania e continuare poi a trovarli completamente abbandonati, salvo ciò che viene regolarmente manutenuto dal Ministero della Cultura. Tante firme e pochi interventi di pulizia. Anzi, nessuno: le necropoli sono invase da rovi e vegetazione alta oltre due metri e in alcuni casi la visita è diventata impossibile.

Tante parole e pochi fatti. È il risultato di chi ha scelto di interrompere ogni progetto condiviso con la nostra associazione e poi non ha realizzato nulla di quanto promesso. Siamo rimasti in silenzio per troppo tempo, ma non possiamo continuare ad assistere anche all’ironia verso il lavoro dei nostri volontari e dei professionisti che collaborano con noi. Noi abbiamo dimostrato che un altro modo di lavorare era possibile: il modello esiste, qualcuno dovrebbe avere il coraggio di applicarlo.

Tante firme e pochi decespugliatori accesi. Tante firme e pochi operai e archeologi al lavoro.

Noi ci siamo, ci siamo sempre stati e continueremo a offrire il nostro contributo. Da anni il nostro aiuto non viene più soltanto rifiutato: non viene nemmeno preso in considerazione. E questo danno non lo subisce la nostra associazione, lo subisce Tuscania e il suo patrimonio culturale”.

Il Gruppo archeologico città di Tuscania Aps non chiede nuovi tavoli, nuove promesse o nuove campagne di comunicazione. Chiede una cosa semplice: che dopo dieci anni alle firme seguano finalmente i fatti.

Perché il patrimonio archeologico di Tuscania non si conserva con gli annunci e non si valorizza con i comunicati. Si tutela con il lavoro, con la manutenzione e con una presenza costante sul territorio.

Gruppo archeologico città di Tuscania Aps


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