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Caprarola – Riceviamo e pubblichiamo – Si è svolta sabato 30 maggio 2026, nella Sala Giove di Palazzo Farnese a Caprarola, la XIX edizione del Premio Internazionale “Le Cattedrali Letterarie Europee”, promosso dall’Associazione Culturale Eureka.
Il riconoscimento, andato nelle scorse edizioni a figure come Umberto Eco, Meryl Streep, Francis Ford Coppola, David Lynch, Ennio Morricone e Roberto Benigni, ha scelto Palazzo Farnese come propria casa e quest’anno ha premiato sei personalità della cultura, della medicina e del design: dal curatore del Philadelphia Museum of Art al sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, da un pittore cinese a una designer della Tuscia.
Il nome del premio indica la sua ambizione: cercare le “cattedrali”, le architetture del pensiero, là dove la cultura resiste alla semplificazione. I sei riconoscimenti di quest’anno coprono un arco che va dalla pittura del Quattrocento alla neurochirurgia.
Tra i premiati c’è Carl Brandon Strehlke, curatore emerito del Philadelphia Museum of Art, che ha passato la vita dentro il primo Rinascimento fiorentino: è stato lui, nel 2019, a firmare al Prado di Madrid la grande mostra su Beato Angelico, e sue sono pagine fondamentali su Masaccio, Pontormo e Bronzino.
Accanto a lui Francesco Giambrone, che dirige il Teatro dell’Opera di Roma e ne ha fatto uscire la lirica dai velluti: con “OperaCamion” ha caricato orchestra e cantanti su un tir e li ha portati a cantare nelle piazze delle periferie.
Due premi hanno scavalcato l’Europa. Lei Xiaozhou, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Canton, lavora il punto esatto in cui la pittura cinese millenaria incontra lo sguardo contemporaneo; in questi giorni una sua personale, “The Ageless Song”, è visitabile alla Galleria Artemiro di Viterbo fino al 24 giugno.
Ardit Gjebrea, che in Albania ha il peso di un’istituzione e ha inventato il festival Kënga Magjike, ha fatto della canzone un ponte tra i Balcani e l’Italia. Poi c’è la cattedrale più silenziosa, quella del sapere che non va in scena: Maurizio Iacoangeli, che opera cervelli e colonne vertebrali alla guida della Neurochirurgia di Ancona, e forma i chirurghi che opereranno domani.
E c’è chi la cattedrale se l’è costruita restando a casa. Benedetta Bruzziches è cresciuta all’ombra di Palazzo Farnese e lì è rimasta: le sue borse, arrivate ai polsi di Madonna, Sarah Jessica Parker, fino ai gradini del Met Gala, nascono ancora dalle mani di una cinquantina di artigiane sparse per la Tuscia.
Donne che lavorano da casa, dove la vita di paese permette di tenere insieme il mestiere e tutto il resto. Quella che altrove sarebbe una limitazione qui diventa il vantaggio: un lavoro sostenibile per chi lo fa, e per questo capace di una qualità che il lusso non trova altrove. Il Comitato parla di borse come “piccoli oggetti narrativi che evocano arte, storia e letteratura”. Benedetta lo dice senza retorica: “Essere cresciuta accanto alla meraviglia di Palazzo Farnese ha avuto un peso enorme nella mia formazione: mi ha messa dentro un percorso di bellezza e me l’ha fatta sentire come una responsabilità verso il luogo che mi ha formata. Ricevere questo premio qui è la prova che un’impresa internazionale si può costruire proprio a partire dalla propria terra, non nonostante la provincia, ma grazie a lei.”
A ricordare che le cattedrali si costruiscono da giovani ci ha pensato Alessandro Pagliari, il fisarmonicista ciociaro che da ragazzo fu il primo italiano a vincere la categoria Junior della Coupe Mondiale: ha suonato dal vivo, e per qualche minuto la Sala Giove ha smesso di guardare i quadri sul soffitto.
A presiedere la cerimonia, l’ideatore e presidente del premio Marco Ghitarrari, affiancato dal maestro Fausto Di Cesare, pianista e direttore d’orchestra, direttore artistico del premio, e dal pittore Sandro Trotti. Da due anni il premio si radica a Caprarola grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Il Giardino dell’Arte, presieduta da Hawa Said. Tra gli interventi, quello del Prefetto Sergio Pomponio. Hanno fatto gli onori di casa Alessandro Mascherucci, direttore delle Ville Monumentali della Tuscia, e Adele Trani, responsabile di Palazzo Farnese.
Sul senso di tutto questo Ghitarrari ha la formula più asciutta: a dare valore a un premio, dice, non è il premio, ma chi lo riceve. “Dopo le più prestigiose location romane il Premio è arrivato e resterà a Palazzo Farnese.” Per una sera, le cattedrali nascoste hanno avuto un indirizzo preciso: Caprarola.
Associazione culturale Eureka
