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Bimbi tolti ai genitori per droga: “Sono tornati a vivere con mamma e papà”

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L'avvocato Roberto Fava

L’avvocato Roberto Fava

Valentano – (sil.co.) – Dopo due anni trascorsi in casa famiglia, due bambini di 11 e quattro anni e mezzo, fratello e sorella, da ieri sono tornati a vivere con mamma e papà. 

La novità è emersa alla ripresa del processo alla coppia di genitori di Valentano accusati davanti al collegio di maltrattamenti in famiglia e abbandono di minori in concorso. Secondo l’accusa, avrebbero fatto vivere i figlioletti tra droga e tossicodipendenti. 

In aula la psicologa Martina Fantera di Civita Castellana, incaricata dal tribunale di Viterbo di accertare la capacità di testimoniare del figlio maggiore degli imputati, difesi dall’avvocato Roberto Fava. Il bambino, in base alla perizia, è da ritenersi inattendibile in quanto i fatti che racconta appaiono fortemente arricchiti da fantasia.

Parte civile con l’avvocato Serena Santi il sindaco Stefano Bigiotti, che è stato nominato tutore dei minori, nel frattempo tolti ai genitori e trasferiti in casa famiglia da giugno 2024. Ma i piccoli, come anticipato in udienza dalla difesa, da ieri sono stati nuovamente affidati al padre e alla madre, che non si sono mai arresi,  “II tribunale dei minorenni era già tornato sulle sue iniziali supposizioni – ricorda il legale – permettendo che i bambini trascorressero il fine settimana e un altro giorno della settimana assieme ai genitori”.

Secondo la procura i genitori avrebbero fatto uso di sostanze stupefacenti davanti ai piccoli, i quali sarebbero inoltre stati malnutriti e abbandonati a se stessi in una quotidianità da incubo. Sarebbero stati costretti a frequentare la cerchia di tossicodipendenti con cui si accompagnavano assiduamente il padre e la madre, i quali li avrebbero portati con sé anche quando si recavano a fare provvista di droghe.

“Residuano come accusa – dice il difensore Fava – le indagini dei carabinieri, che hanno visto due sole volte la madre in compagnia di una terza persona sospettata di essere assuntore di stupefacenti, mentre questa andava ad approvvigionarsi di sostanze. Gli altri comportamenti genericamente accennati nel capo d’imputazione sono già, e saranno di più, ridimensionati”.

Il processo riprenderà a dicembre. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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