Viterbo – (sil.co.) – Carte Pokémon contraffatte in vendita a Viterbo, un commerciante viterbese sessantenne, d’origine cinese, è stato rinviato a giudizio per ricettazione. Era il 6 dicembre 2022 quando sono stati sequestrati 249 pezzi falsi destinati al mercato locale.
Carte Pokémon – Immagine di repertorio
L’imputato, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, è stato assolto ieri dal giudice Jacopo Rocchi per tenuità del fatto. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a cinque mesi di reclusione e 600 euro di multa.
Il commerciante era accusato dei reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 c.p.) e ricettazione (art. 648 c.p.). I fatti, come detto, risalgono al dicembre del 2022, quando le forze dell’ordine hanno intercettato un carico sospetto contenente ben 249 pezzi, comprese le confezioni, di famose carte da gioco collezionabili “Pokémon”.
Gli accertamenti eseguiti successivamente sulla merce hanno confermato che i loghi e i marchi erano interamente contraffatti, riproducendo in modo ingannevole i tratti distintivi del celebre brand internazionale.
Secondo l’impianto accusatorio formulato dal pubblico ministero Michele Adragna, l’imputato avrebbe acquistato o comunque ricevuto l’ingente quantitativo di carte da gioco contraffatte al fine di procurarsi un ingiusto profitto economico, detenendole all’interno del circuito commerciale cittadino per la successiva vendita al dettaglio.
Le indagini preliminari, peraltro, si sono concluse senza che l’indagato, che ieri non era presente alla lettura della sentenza, richiedesse di essere sottoposto a interrogatorio.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
