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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È arrivata la necessaria proroga per acquisire la Carta di identità elettronica (Cie), prevista dalla normativa europea perché ritenuta più efficace nel contrastare i furti di identità e altri illeciti, rispetto al formato cartaceo.
Una circolare del ministero degli Interni ha fissato al 3 agosto la definitiva perdita di validità del modello cartaceo, ma il consiglio dei ministri ha dovuto prorogarne la validità a causa della congestione che ha mandato in tilt il sistema burocratico italiano, già scarsamente efficiente.
Provare a fissare un appuntamento presso gli uffici comunali della nostra provincia, ad esempio, è ormai da tempo impossibile, il sistema non propone date e non svela nemmeno da quando sarà possibile la riapertura della funzione di prenotazione.
Va precisato, però, che la proroga ha delle limitazioni, soprattutto in previsione di spostamenti oltre frontiera, e prevede che la validità stessa sia garantita per il riconoscimento presso le forze dell’ordine e i servizi bancari, sempre nel territorio nazionale; quindi, non risolve alla radice il problema. Anche quando la volontà del cittadino sarebbe quella di rispondere all’obbligo di acquisizione della Cie, come sempre, in Italia, non siamo in grado di fare nulla e il motivo è sempre lo stesso, mancanza di risorse umane nella pubblica amministrazione e sistemi farraginosi, come prevedere un numero massimo di prenotazioni giornaliero dietro la favoletta di promettere di gestire meglio i servizi.
Il numero degli abitanti del paese diminuisce ma è sempre più difficile accedere ai servizi pubblici e amministrativi anche in presenza di digitalizzazione ed informatizzazione, soprattutto per eccesso di burocrazia che ormai è la costante della pubblica amministrazione. E chi ne fa le spese sono sempre e comunque i cittadini.
Sinistra italiana – Avs
