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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Tuscia, crisi della nocciola. Servono soluzioni immediate per salvare il comparto.
Il comparto agricolo della provincia di Viterbo, una delle eccellenze italiane per produzioni di qualità come nocciole, castagne, olio e vino, sta attraversando una fase particolarmente delicata.
Cambiamenti climatici, scarsità d’acqua, emergenze fitosanitarie, crisi di mercato e criticità strutturali stanno mettendo in seria difficoltà centinaia di aziende agricole del territorio.
Dal confronto costante con gli agricoltori della Tuscia emergono con chiarezza alcune priorità sulle quali è necessario intervenire con urgenza: il rilancio del comparto corilicolo, il reimpianto dei noccioleti più vecchi, la realizzazione di impianti irrigui moderni, procedure più rapide per le autorizzazioni dei pozzi ad uso irriguo, lo sviluppo dell’agrivoltaico come opportunità integrata per le aziende agricole, la raccolta delle potature in siti dedicati in ogni comune e nuove misure di sostegno per affrontare le emergenze climatiche e fitosanitarie.
Uno dei problemi più gravi resta quello della cimice asiatica (Halyomorpha halys), che continua a rappresentare una vera emergenza per il Lazio, in particolare per il comparto corilicolo e frutticolo. Le aree maggiormente colpite sono quelle dell’Alto Lazio e dei Monti Cimini, dove da anni le infestazioni provocano pesanti perdite produttive.
La provincia di Viterbo, leader nazionale nella produzione di nocciole con oltre 22mila ettari coltivati, vive dal 2021 una crisi profonda caratterizzata da produzioni ridotte, eventi climatici estremi e continui attacchi parassitari che stanno mettendo a rischio la tenuta economica di molte aziende.
Un segnale positivo arriva dall’avvio del piano di rilevazione territoriale della presenza della cimice asiatica, coordinato da Arsial con il supporto dell’Università e basato sulla suddivisione dell’areale in cinque aree omogenee. Un primo passo importante che lascia sperare nell’adozione di interventi finalmente mirati ed efficaci.
Tra le proposte che ritengo necessario portare al tavolo del confronto vi è il reimpianto dei noccioleti più vecchi e meno produttivi, sostituendoli con impianti di nuova generazione caratterizzati da tecniche innovative di coltivazione, sistemi irrigui moderni e maggiore capacità produttiva.
Per questo ritengo fondamentale organizzare nei prossimi giorni una giornata di confronto – o una serie di incontri pubblici – con tecnici, istituzioni, associazioni di categoria e agricoltori, per affrontare apertamente queste problematiche e individuare soluzioni concrete e tempestive.
La Tuscia non sarà lasciata sola. Stiamo lavorando affinché arrivino ascolto, programmazione e risposte rapide per un comparto che rappresenta una risorsa strategica per l’economia e l’identità del nostro territorio.
Stefano Caporossi
Responsabile dipartimento agricoltura FdI provincia di Viterbo

