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“Crisi idrica, subito un consiglio comunale straordinario”

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Il comitato Non ce la beviamo

Il comitato Non ce la beviamo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo –  Alla luce delle  recenti e ripetute ordinanze di non potabilità, che hanno interdetto l’uso dell’acqua per scopi alimentari in numerosi e popolosi quartieri della città a causa della presenza di inquinanti come arsenico o, più di recente, enterococchi oltre i limiti di legge, il comitato Non ce la beviamo e A.Ba.Co. (Associazione di Base dei Consumatori) chiedono alla sindaca di Viterbo, al presidente del consiglio comunale e a tutti i consiglieri, la convocazione urgente di un consiglio comunale straordinario aperto ai cittadini.

La situazione è ormai insostenibile. Non è accettabile che nel 2026 i cittadini viterbesi si trovino costretti ad affrontare continui disservizi e divieti di utilizzo, a causa di criticità strutturali  che continuano a ricadere sulla salute e sulle tasche della cittadinanza. Le ripetute allerta sanitarie dimostrano come le misure tampone adottate fino a oggi non siano sufficienti a garantire il diritto fondamentale all’acqua potabile.

Paradossalmente, a fronte di un servizio carente e qualitativamente inadeguato, i cittadini si trovano a dover sostenere costi estremamente elevati nelle bollette del servizio idrico per un’acqua che non rispetta i parametri minimi di potabilità.
Si riscontra inoltre una carenza di adeguata e tempestiva informazione alla cittadinanza in merito alla frequenza dei controlli e allo stato reale della qualità delle acque, lasciando la popolazione nell’incertezza e nel rischio di consumare inconsapevolmente acqua non sicura.

È diritto della cittadinanza ricevere informazioni tempestive, trasparenti e capillari sulla qualità dell’acqua erogata, grazie ad un sistema di comunicazione istituzionale efficace e tempestivo.

Risulta fondamentale fare chiarezza sulle cause della contaminazione, sulle misure di sanificazione e depurazione, sulla periodicità delle analisi e sui protocolli relativi ai controlli in sinergia con gli organi competenti (ASL, ARPA) e comprendere quali interventi strutturali urgenti siano previsti per risolvere il problema,  invitando gli organi competenti come ATO e Talete  a relazionare.

Siamo alle porte dell’estate e vorremmo  prevenire l’aggravarsi della situazione, scongiurando il protrarsi di  contaminazioni rischiose per la salute, la mancanza d’acqua e il pagamento  di un servizio idrico che evidenzia palesemente inadempienze contrattuali.

Si resta pertanto fiduciosi di un urgente riscontro attraverso un confronto pubblico con tutti i soggetti competenti, aperto agli interventi di cittadini, comitati e associazioni  entro e non oltre 10 giorni dalla data odierna.

Comitato Non ce la beviamo
A.Ba.Co. – Lazio


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