Viterbo – Le immagini delle fiamme che avvolgono il tetto, il fumo che oscura il cielo sopra il Riello, i laboratori distrutti e una comunità accademica costretta a fare i conti con una ferita senza precedenti. A un anno dall’incendio che il 4 giugno 2025 ha devastato la sede del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia, l’ateneo ha scelto di affidare a un documentario il racconto di quei momenti e, soprattutto, della strada intrapresa per ripartire.
Il rogo, secondo le ricostruzioni, sarebbe partito dalla copertura dell’edificio A2, propagandosi rapidamente all’intera struttura. Le fiamme hanno distrutto tutti i laboratori presenti nell’edificio, rendendolo completamente inagibile e provocando danni enormi alle attività di ricerca e didattica.
Nel documentario, però, il ricordo della tragedia lascia progressivamente spazio al racconto della ricostruzione. Il terzo capitolo, significativamente intitolato “Resilienza“, raccoglie le testimonianze di docenti e studenti che oggi guardano al futuro con maggiore fiducia.
Il cantiere Unitus dopo il rogo ad Agraria
“Il cantiere per il recupero è in moto. Oggi abbiamo una copertura e un’imponente impalcatura esterna. Si comincia a vedere la luce, anche se stiamo parlando di un intervento complesso su una superficie di circa 9mila metri quadrati, quindi tutt’altro che una banalità”, spiega il direttore del dipartimento, Simone Severini, facendo il punto sullo stato dei lavori.
La ricostruzione non riguarderà soltanto ciò che è andato perduto. L’obiettivo è anche quello di migliorare gli spazi e renderli più funzionali. “Stiamo lavorando alla ridistribuzione degli ambienti – racconta il docente ed ex prorettore Alvaro Marucci –. L’edificio sarà ristrutturato e migliorato, con una diversa organizzazione dei laboratori e la realizzazione, al piano terra, di uno spazio dedicato agli studenti più moderno e funzionale. Ci vorrà tempo, ma avremo una struttura migliore rispetto a quella che avevamo prima”.
I gravi danni prodotti dall’incendio
Un cambiamento percepito anche da chi ha vissuto da vicino i mesi successivi all’incendio. “Vedere oggi il cantiere ribalta completamente lo stato d’animo – osserva il docente Daniele Savatin –. Si passa dall’amarezza e dal disagio che abbiamo provato nei primi giorni alla speranza”.
Una sensazione condivisa dagli studenti. “Si inizia finalmente a vedere uno spiraglio di luce”, afferma Mattia Fianco, mentre Giada Guazzarotti sottolinea come la rapidità della risposta abbia avuto un valore importante per tutta la comunità universitaria: “Vedere come è stato sviluppato un nuovo spazio e come i lavori siano partiti subito dà speranza”.
In fiamme la facoltà di agraria
Tra le priorità della ricostruzione c’è anche quella di restituire luoghi di incontro e condivisione agli studenti. “I lavori sono iniziati e il cantiere è finalmente partito – evidenzia il docente Andrea Vitali – ma la situazione resta complessa. È fondamentale attivare iniziative e individuare spazi dove gli studenti possano aggregarsi e vivere pienamente la comunità del dipartimento”.
Nel documentario emerge con forza proprio questo aspetto: la capacità dell’università di restare una comunità nonostante la perdita degli spazi fisici. Un concetto ribadito da Marta De Alexandris, rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione dell’ateneo. “Nessuno immaginava che i lavori sarebbero partiti con questa rapidità e con questa efficienza. Questo ha contribuito a rassicurare non solo la comunità studentesca, ma l’intero territorio. Ha dimostrato che Viterbo è una città unita e che l’Unitus è una casa. Oggi possiamo parlare di una nuova rinascita”.
Barbara Bianchi


