Sit in organizzato dai familiari di Andrea Di Nino di fronte al tribunale lo scorso 30 settembre
Viterbo – (sil.co.) – Morte in cella di Andrea Di Nino, per la famiglia non fu suicidio ma omicidio. Secondo loro sarebbe stato ucciso a suon di botte da una “squadretta della morte” composta da dieci penitenziari”. Ma l’udienza di ieri davanti al gip per l’opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta bis è saltata, con data da destinarsi, in seguito allo sciopero nazionale dei penalisti contro le intercettazioni dei colloqui in carcere con i propri assistiti detenuti. Nel frattempo l’avvocato Nicola Trisciuoglio annuncia novità da parte di una criminologa e ricorda la relazione del professor Pasquale Mario Bacco, medico legale noto al pubblico televisivo e intervenuto di recente anche sul caso Garlasco.
Caso Andrea Di Nino – Il professor Pasquale Mario Bacco
L’avvocato Nicola Trisciuoglio, tra i legali che assistono la famiglia, lo scorso 7 giugno ha pubblicato un lungo post sulla vicenda del detenuto romano 36enne, padre di cinque figli, trovato cadavere in una cella d’isolamemto del Nicandro Izzo di Viterbo la sera del 21 maggio 2018, per cui sono a processo per omicidio colposo due medici e un agente del carcere.
“La famiglia Di Nino – ricorda Trisciuoglio – chiede che ogni dubbio venga finalmente chiarito. Intanto la difesa attende la relazione di parte di una nota criminologa che, a distanza di otto anni, sta ricostruendo il caso della morte del povero Andrea. Otto anni di dolore, di domande rimaste senza risposta, di attese, di battaglie processuali e umane che la famiglia Di Nino ha affrontato con dignità, compostezza e straordinaria forza d’animo”.
“Sin dal primo giorno – prosegue – i familiari di Andrea hanno chiesto una sola cosa: conoscere la verità. Non hanno mai cercato clamore mediatico, non hanno mai chiesto scorciatoie, non hanno mai invocato giustizia sommaria.
Hanno semplicemente domandato che ogni elemento utile venisse approfondito e che ogni dubbio fosse dissipato attraverso gli strumenti che uno stato di diritto mette a disposizione dei cittadini”.
“È con questo spirito – sottolinea . che, negli anni, abbiamo promosso ogni iniziativa difensiva consentita dall’ordinamento, sollecitando approfondimenti investigativi, raccogliendo nuove testimonianze, portando all’attenzione dell’autorità giudiziaria elementi che riteniamo meritevoli di essere rigorosamente verificati. Le recenti emergenze investigative, le dichiarazioni rese da soggetti che hanno deciso di parlare e il rinnovato interesse mediatico suscitato dai servizi giornalistici, dalle inchieste televisive e dall’attenzione della stampa nazionale hanno contribuito a riaccendere i riflettori su una morte che continua a presentare interrogativi profondi”.
Caso Andrea Di Nino – L’avvocato Nicola Trisciuoglio
“Oggi – ribadisce, parlando dell’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione – quella battaglia approda ad un passaggio decisivo. Il giudice per le indagini preliminari, prima ancora di fissare l’udienza, ha espressamente affermato nel proprio provvedimento che la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero ‘allo stato non può essere accolta’. Non si tratta di una valutazione marginale. È un’affermazione che assume un rilievo processuale enorme e che dimostra come il fascicolo presenti ancora aspetti meritevoli di approfondimento e verifica”.
“Non è una vittoria – aggiunge – non la consideriamo tale. Ma è certamente il riconoscimento che la ricerca della verità non può dirsi conclusa e che le ragioni della famiglia meritano di essere ascoltate e valutate nel contraddittorio previsto dalla legge. Non spetta a noi emettere sentenze. Non spetta a noi indicare colpevoli.
Questo compito appartiene esclusivamente alla magistratura. Ma è nostro dovere, quale difensori dei familiari di Andrea, evidenziare ogni elemento che renda necessario un ulteriore approfondimento”.
“Proprio in questa direzione – spiega quindi Trisciuoglio – assume particolare rilievo la consulenza tecnica medico-legale redatta dal professor Pasquale Mario Bacco, professionista di riconosciuta esperienza e autorevolezza nel panorama della medicina legale italiana. La relazione del professor Bacco individua numerosi aspetti che meritano un riesame approfondito e pone questioni tecnico-scientifiche che non possono essere ignorate. Non si tratta di suggestioni. Non si tratta di ipotesi emotive. Si tratta di osservazioni medico-legali fondate, argomentate e supportate da rigorosi riferimenti scientifici. È per questo motivo che abbiamo ritenuto doveroso sottoporre tali valutazioni all’attenzione dell’autorità giudiziaria”.
“La famiglia Di Nino – conclude – continua a confidare nella giustizia e nel lavoro della magistratura. Andrea è morto mentre si trovava sotto la custodia dello stato. Per questa ragione riteniamo che ogni dubbio debba essere fugato e che ogni possibile accertamento debba essere compiuto. Non chiediamo privilegi, non chiediamo corsie preferenziali, non chiediamo verità precostituite. Chiediamo soltanto che la verità venga cercata fino in fondo. E continueremo a farlo con rispetto, determinazione, umiltà e assoluta fiducia nella giustizia”.
Il carcere di Mammagialla – Nel riquadro Andrea Di Nino
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”



