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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mascherare un maniacale attaccamento al potere, dietro all’amore per Viterbo, è stata, a nostro avviso, la “menzogna” più vile e disgustosa del repertorio frontiniano, che questa città davvero non meritava. Mentre va in scena uno scambio di poltrone da far impallidire il mercato delle vacche, continuano a suonare la tromba dei buoni intenti per amore della città.
Quale beneficio abbia tratto Viterbo dalla giostra delle poltrone tra comune e provincia non ci è chiaro. E nemmeno ci ha aiutato a capirlo, quanto “confessato” dalla consigliera Maria Rita de Alexandris che, anzi, conferma candidamente la convenienza politica di tutta l’operazione, quando ammette di avere lasciato lo scranno in provincia a un consigliere di Forza Italia per “blindare la sindaca”. E, infatti, al comune di Viterbo, come conseguenza del suo gesto “generoso”, il forzista Elpidio Micci entrerà nella maggioranza Frontini.
“Questa è la politica che piace a me”, ha detto la De Alexandris, “Senza sotterfugi, una politica di intese”. Questa, però, è la politica che non piace a noi e che ci ha spinto in questi anni a fare un’opposizione senza sosta a questa sorta di civismo che, invece, per sotterfugi, piroette, capriole e contraddizioni si candida all’Oscar. Quello di Chiara Frontini è stato un progetto costruito con l’unico intento di arrivare alla conquista di Palazzo dei Priori.
Un contenitore dove mettere dentro tutto e il contrario di tutto, solo per acchiappare quanto più consenso possibile e dove l’amore per la città è solo una scusa. Impresa che si preparano a tentare di nuovo, strappando a Forza Italia la “promessa” di avallare la ricandidatura a sindaco di Chiara Frontini per lo schieramento di centrodestra, lo stesso che lei stessa ha demolito senza sosta in ogni minuto della sua esistenza politica.
Ora, invece, assistiamo all’avvilente spettacolo della sindaca che le sta studiando tutte per entrarci dentro. Ci sono casi in cui la dignità dovrebbe contare più del consenso, altrimenti si rischia di perdere l’una e l’altro. Ci sentiamo di consigliare a Frontini, dunque, di prendere atto del fatto che la città non la vuole più e capire che queste alchimie trasformiste non solo non la salveranno, ma sono l’ultima picconata alla credibilità che gli resta.
Coordinamento comunale Lega Viterbo
