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“L’erba dell’area archeologica è sempre più verde alla basilica di San Pietro”

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Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – Da qualche tempo, navigando in rete (facebook, instagram, you-tube, tik.tok), ho sempre più spesso la fortuna di imbattermi in video mozzafiato, bellissimi sia per la tecnica con cui sono stati realizzati sia per, lasciatemelo dire, gli scenari che riprendono, tutti dedicati alla mia fantastica Tuscania.

Tuscania - Area archeologica acropoli San Pietro

Tuscania – Area archeologica acropoli San Pietro


E gli slogan che li accompagnano, volti ad esaltare la sua straordinaria bellezza, sono davvero ben scelti. Chi, come me, vive da anni fuori, non può fare a meno di apprezzare e bearsi di tanta magnificienza. Poi però, capita che quando si passa dalle riprese con il drone a ciò che avviene più in basso, accade qualcosa di davvero spiacevole.

In questi giorni, approfittando dell’apertura straordinaria della basilica di San Pietro (il lunedì e il venerdì) ho voluto fare una “capatina” sul Colle. Quando, dopo aver atteso interminabili minuti al semaforo che gestisce il traffico davanti ai bagni della Regina (a proposito, ma quanto dura? E, poi, ancora, quando terminano questi lavori?), mi sono trovato di fronte ad un paesaggio davvero poco esaltante: l’area degli scavi della città romana (che in precedenza avevo potuto visitare grazie allo straordinario lavoro della Cooperativa Curunas -di cui facevo parte), letteralmente invasa da cespugli e erbacce, con un’enorme pianta di fico a minare addirittura la stabilità non solo della recinzione ma credo anche di alcuni ruderi. Senza contare poi il rischio che, una volta seccata, tutta questa erba possa alimentare un pericolosissimo incendio.

Ora è mai possibile che chi vuole visitare la basilica di san Pietro, e sono in tanti, gioiello dell’arte romanica e fiore all’occhiello della cittadina, debba essere accolto da un tale scempio? Chi è che deve occuparsi della sua manutenzione e magari della fruibilità in sicurezza da parte dei visitatori? Sicuramente spetta alla Soprintendenza preposta la quale, giustamente, potrà però ribattere che non ci sono fondi e forse personale a sufficienza.

Ma a questo punto chi dovrebbe intervenire penso sia la politica (tutta di qualsiasi parte), che sicuramente ha mezzi e conoscenze altolocate per fare in modo che progetti, soldi e personale possano finalmente arrivare…Ma forse, di questi tempi, alla politica interessano più i palloni sgonfiabili e i polmoni verdi!

Giancarlo Guerra


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