Vetralla – (sil.co.) – Operazione Nigeria: il pm aveva chiesto una condanna a due anni e sei mesi per il quarantenne italiano che ha chiesto di patteggiare per avere allestito una centrale di spaccio in casa, a capo di una banda di pusher nigeriani. La giudice Savina Poli lo ha condannato a quattro anni di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito, riqualificando per tutti il reato in piccolo spaccio. Ha inoltre condannato a un anno di carcere uno dei presunti complici e ne ha assolto un altro risultato estraneo al presunto giro di spaccio. Per entrambi, l’accusa aveva chiesto un anno e mezzo di carcere.
Vetralla – Smantellato dai carabinieri market della droga
In sei, tra cui l’italiano presunto capo della gang di spacciatori, furono colpiti da misura di custodia cautelare presso la casa circondariale Nicandro Izzo di Viterbo, eseguita dai carabinieri del comando provinciale alle prime luci dell’alba del 10 aprile 2025.
Secondo le indagini, coordinate dalla pm Paola Conti, la banda di pusher avrebbe gestito un fiorente traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina ed eroina. Gli arrestati, nella maggior parte dei casi, risiedevano all’interno di un’abitazione di Vetralla di proprietà dell’italiano, che fungeva da base operativa per le attività di spaccio.
Gli arrestati avrebbero fornito quotidianamente droga a un elevato numero di clienti. L’attività illecita sarebbe stata caratterizzata principalmente dalla vendita di cocaina, accompagnata da una significativa disponibilità di eroina, acquistata incessantemente da tossicodipendenti che non avrebbero esitato a recarsi presso il punto vendita, un vero e proprio market casalingo, talvolta portando con sé i propri figli, alcuni dei quali così piccoli da essere trasportati nei passeggini.
Nel corso delle successive indagini, è emerso che tra i luoghi dello spaccio c’erano anche il parcheggio di un supermercato di Vetralla, il monumento della Fontanasfera del Murialdo e via Carlo Cattaneo dove il pusher “di zona” spacciava in ciabatte.
Nei telefonini del quarantenne e del suo presunto braccio destro nigeriano, un 31enne, centinaia di contatti riconducibili allo spaccio, migliaia di chiamate e ben undicimila conversazioni chat: Whatsapp, Facebook, Instagram e TikTok.
Vetralla – Smantellato dai carabinieri market della droga
Articcoli: Pusher in ciabatte alla Pila e spaccio alla Fontanasfera del Murialdo… – Market dello spaccio in casa, domiciliari al capo-pusher in carcere perché senza corrente – Ai domiciliari in appartamenti in condizioni igienico-sanitarie pessime, due uomini trasferiti in carcere – Market della droga da 200mila euro in casa, patteggiano il capo e cinque pusher – Casa in pieno centro diventa market della droga, in poco tempo venduti chili di cocaina ed eroina
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

