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“Minacciandomi con un coltello, lei mi ha detto ‘stanotte ti sgozzo'”

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Viterbo – Avrebbe tentato il suicidio e poi avrebbe denunciato l’ex marito, dopo essere finita a sua volta nei guai per le condizioni di degrado in cui sono stati trovati la casa e i tre figli della coppia.


Tribunale di Viterbo - Un'aula

Tribunale di Viterbo – Un’aula


Si è difeso dicendosi vittima della moglie, un militare accusato davanti al collegio di maltrattamenti aggravati in famiglia. Secondo la ex, l’imputato  l’avrebbe costretta a operarsi contro l’obesità perché era sovrappeso, paragonandola a un tendone da circo. La relazione è finita nel 2018, ma i maltrattamenti sarebbero andati avanti dal 2005.

Nel 2021 la denuncia. “Secondo me perché doveva giustificarsi perché a sua volta denunciata”. ha detto l’imputato. “Una volta mi ha minacciato con un grosso coltello da cucina e mi ha detto ‘stanotte non dormire, che ti sgozzo”, ha riferito durante il suo esame. “Mi prendeva a bastonate col manico della scopa, mi ha tirato una bottiglia davanti a uni dei figli, che piangeva choccato, mi ha dato un cazzotto dandomi dello stronzo davanti a loro mentre eravamo in macchina”, ha proseguito. “Non l’ho costretta io a operarsi, ha dovuto farlo per via del diabete”.

Si è rifatto una vita. Nel 2020, dopo la fine della relazione, ha conosciuto la sua seconda moglie, con la quale si è trasferito in un’altra città. “Nel periodo del Covid siamo andati a convivere e i miei figli frequentavano la nostra casa, fino a quando la maggiore nell’autunno 2020 non ha tentato il suicidio. Poi nel 2021 sono dovuto correre a prendere i figli, perché lei era ricoverata in ospedale per avere tentato di togliersi la vita ed è stata denunciata perché la casa era sporca e i figli non andavano a scuola. 

“Incidenti domestici”. Ha negato di  averle tirato l’olio bollente e la vaporella nonché di averla investita in retromarcia, liquidando gli episodi come incidenti domestici. Ha negato di averle dato un pugno: “Non l’ho mai toccata. Lei invece ha rotto con un cazzotto una porta a vetri, si prendeva a schiaffi da sola, non potete immaginare quante ne ho viste”. 

Il processo riprenderà in autunno con i testi della difesa. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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