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“Non lasciatemi solo, aiutatemi a difendere la vita e a dare voce alla mia battaglia contro la sla”

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Caprarola – Un uomo piccolo, avvolto nei suoi indumenti larghi, inerme nei movimenti, nel corpo trasformato dalla malattia ma gigantesco nello spirito. Non più di ventiquattro ore prima, Italo Leali affrontava il ponte di Civita di Bagnoregio sotto il sole; ora è già a Caprarola, pronto per il nuovo concerto, questa volta con centocinquanta giovani artisti arrivati dagli Stati Uniti. Il caldo torrido che attraversa la Tuscia in questi giorni non sembra fermarlo: la sua meta non è fisica, ma quella di farsi sentire, e di portare la sua battaglia a un livello di attenzione nazionale che finora gli è stato negato.  E lo sguardo di Italo si allarga perché mentre si svolge la seconda giornata dell’edizione estiva del Tuscia in jazz a Frascati è debuttato castelli in jazz for sla con 300 persone.

Tuscia in jazz fo sla - Italo Leali a Caprarola

Tuscia in jazz for sla – Italo Leali a Caprarola


Cornice della serata viterbese il celebre cortile rotondo di Palazzo Farnese, progettato da Jacopo Barozzi da Vignola: una pianta circolare contornata da un doppio loggiato con archi e colonne in stile tuscanico e ionico, aperta sulla sommità verso il cielo, che crea un gioco di luci e ombre suggestivo proprio nelle ore della sera. Una serata sold out da due mesi, con un pubblico entusiasta che ha premiato i giovani artisti con calorosi applausi.

Non era un giorno qualunque: il 21 giugno è la giornata mondiale della lotta alla Sla, e Leali lo ha ricordato nel suo intervento, accolto da un lungo applauso. “Perché questo silenzio? Perché ai media non interessa promuovere questa ricorrenza”. Con queste parole Italo Leali ha individuato il motivo per cui le cronache nazionali non danno il giusto spazio al tema della Sla.

Tuscia in jazz for sla -Caprarola - Il concerto della St. Joseph High

Tuscia in jazz for sla – Caprarola – Il concerto della St. Joseph High School


Per poi mettere in discussione gli stessi dati pubblicati fino ad ora: “I dati ufficiali dell’osservatorio malattie rare dicono che la Sla colpisce una o due persone ogni centomila abitanti. Ma siamo davvero sicuri che i numeri reali siano questi? Prendiamo Caprarola, il comune che ci ospita oggi. Non conta certo centomila abitanti eppure conta un caso. Oppure prendiamo Ronciglione, il paese da cui vengo, a soli sei chilometri da qui: ottomila abitanti e otto casi in dieci anni… se allarghiamo lo sguardo alla provincia di Viterbo ci sono ben cinquanta casi attivi. Non so a cosa sia dovuta questa anomalia statistica, ma so con certezza che solo la ricerca scientifica può darci una risposta”. 

Tuscia in jazz fo sla -Caprarola - Il concerto della St. Joseph High

Tuscia in jazz for sla – Caprarola – Il concerto della St. Joseph High


Italo Leali ha ricordato che l’unico farmaco oggi disponibile risale agli anni ottanta e allunga la vita di pochi mesi, mentre da centocinquant’anni dalla sua scoperta, la malattia resta senza una cura. Ha parlato della solitudine di chi si ammala lontano dalla provincia di Viterbo, dove l’assistenza sanitaria locale è invece un punto di forza, e ha lanciato un appello sulle risorse: “Cosa si può fare contro questo dramma silenzioso che nel mondo uccide centomila persone all’anno senza che nessuno protesti o si indigni? Basterebbe fermare le guerre per una sola settimana e investire quelle risorse nella ricerca sulla Sla per trovare una cura definitiva. Se nessuno ha il coraggio di farlo, allora spetta a noi muoverci, e dobbiamo farlo a partire da oggi”.

Tuscia in jazz for sla -Caprarola - Il concerto della St. Joseph High

Tuscia in jazz for sla – Caprarola – Il concerto della St. Joseph High


Una frase, quest’ultima, che ha acceso un grande e convinto applauso tra il pubblico. Ha poi ricordato che il festival, lo scorso anno, è riuscito a donare sessantamila euro al centro clinico Nemo di Roma, e ha rilanciato l’obiettivo di fare ancora meglio quest’anno. Infine l’appello più diretto, quello che resta addosso a chi lo ascolta: “Non lasciatemi solo. Aiutatemi a difendere la vita e a dare voce a questa storia affinché il ventuno giugno possa diventare finalmente il giorno in cui si festeggia la sconfitta della Sla. 

A intervenire anche il sindaco di Caprarola, Angelo Borgna, che ha parlato di una serata emozionante per il luogo, per la giornata e per l’ennesima tappa della battaglia che Italo porta avanti, ricordando che se la musica è solidarietà, questa sera resterà per sempre nei cuori di chi l’ha vissuta. Il sindaco ha poi consegnato una targa al direttore dell’orchestra, a ricordo della serata.

Tuscia in jazz fo sla -Caprarola - Il concerto della St. Joseph High

Tuscia in jazz for sla – Caprarola – Il concerto della St. Joseph High


L’evento è stato presentato da Anita Mattei. Sul palco si sono alternate le tre anime della St. Joseph High School, arrivata dagli Stati Uniti con un centinaio di giovanissimi musicisti: la band, diretta da Joshua C. Doe, che ha dato energia alla serata tra fanfare, ritmi latini e il classico “Stars and Stripes Forever” di Sousa; il coro, diretto da Beth Gray, ha toccato corde più intime e spirituali, dalla Lacrymosa di Mozart a “Bridge Over Troubled Water”; e l’orchestra, diretta da Burke Lokey e Rachel Cabanilla-Sinnett, con un programma che ha attraversato Vivaldi, Grieg e un omaggio all’Italia con “Cinema Paradiso” di Ennio Morricone.

Tuscia in jazz for sla -Caprarola - Il concerto della St. Joseph High

Tuscia in jazz for sla -Caprarola – Il concerto della St. Joseph High


Quando l’ultima nota si è spenta nel cortile rotondo di Palazzo Farnese, e il pubblico si è alzato per l’ultimo applauso, è rimasta negli occhi di tutti la stessa immagine con cui era iniziata la serata: quell’uomo piccolo, fragile nel corpo, che ancora una volta, con tutta la fatica del mondo, era arrivato fino lì. Gigantesco nello spirito, proprio come la musica che stasera ha attraversato i secoli e i continenti per stargli accanto.

Patrizia Prosperi


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