Viterbo – Drogava le vittime e le violentava, oltre alla condanna definitiva a 9 anni e dieci mesi di reclusione, sull’ex netturbino 62enne di Riano Ubaldo Manuali pende un’altra condanna ad altri sette anni di carcere, che gli è stata inflitta in primo grado dal tribunale di Roma lo scorso 30 marzo.
Tribunale di Viterbo – Ubaldo Manuali
Oltre alle tre vittime del processo celebrato a Viterbo, lo ha denunciato per gli stesi reati anche una ex, cui gli investigatori sono arrivati perché hanno trovato le immagini nel cellulare del “sosia di Keanu Reeves” all’esito del sequestro. La sua posizione non era stata riunita alle altre in quanto trattasi di fatti del 2018 per i quali il pm in fase di indagine non ha ritenuto esservi continuazione.
È stato grazie a una cinquantenne di Mazzano Romano narcotizzata, violentata e fotografata di nascosto dal suo aguzzino che con la sua denuncia, il 16 gennaio 2023, sono scattate le indagini. Manuali è stato arrestato a settembre 2023, su richiesta del pm viterbese Michele Adragna, con l’accusa di violenza sessuale plurima su tre donne agganciate su Facebook, rese incoscienti somministrando loro sonniferi nelle bevande, due delle quali filmate col telefonino condividendo i video con due amici.
La cassazione ha ora dichiarato l’inammissibilità del ricorso presentato dall’imputato contro la sentenza emessa in secondo grado dalla corte d’appello di Roma che lo scorso 10 dicembre ha confermato i 9 anni e 10 mesi inflitti il 14 ottobre 2024 dal collegio del tribunale di Viterbo.
Il verdetto, giunto a seguito dell’udienza pubblica tenutasi il 23 giugno 2026 presso la terza sezione penale, rende irrevocabile la condanna a suo carico. I reati contestati a Manuali si riferiscono a gravi episodi di violenza sessuale ai danni di tre vittime conosciute su Facebook, consumati tra il 10 dicembre 2022 e il 15 gennaio 2023,
La suprema corte si è pronunciata in modo netto anche sul fronte delle disposizioni civili, disponendo la rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalle due vittime che si erano costituite parti civili nel processo.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
