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Operazione Déjà vu, 2 anni e 4 mesi a Domenico Sordo con revoca della condizionale

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Viterbo – (sil.co.) – Operazione Déjà vu, bocciato dalla cassazione il ricorso del titolare dell’agenzia di pratiche auto di Foggia Domenico Sordo, 52 anni, contro la revoca della sospensione condizionale della pena, per una condanna complessiva a 2 anni e 4 mesi di reclusione, disponendone la carcerazione.


Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada 


Operazione Déjà vu. Il 10 luglio 2020, Sordo è stato condannato in primo grado dal tribunale di Viterbo a due anni e sei mesi per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale sulle vetture di grossa cilindrata importate dall’estero, pena ridotta a un anno e due mesi in appello il 15 febbraio 2022. 

Istanza della procura generale. Adesso è stata confermata dalla cassazione la revoca da parte della corte di appello di Roma, in funzione di giudice dell’esecuzione, con ordinanza del 24 novembre 2025 – su istanza della procura generale – del beneficio della sospensione condizionale della pena concesso a Domenico Sordo dalla corte di appello di Trieste (il 24 settembre 2013, irrevocabile il 24 giugno 2014) della condanna alun anno e due mesi di reclusione, per effetto della successiva condanna riportata per i fatti di Viterbo.

Pene concorrenti. Il procuratore generale presso la corte d’appello di Roma, il 12 luglio 2022, aveva adottato decreto di esecuzione di pene concorrenti: corte d’appello di Trieste emessa del 24 settembre 2013 ad anni uno e mesi due di reclusione ed euro 500 di multa; corte d’appello di Roma emessa in data 15 febbraio 2022, in riforma della sentenza emessa dal tribunale di Viterbo il 10 luglio 2020, di condanna alla pena di anni uno e mesi due di reclusione ed euro 500 di multa in ordine al reato di associazione per delinquere commesso a Viterbo a partire dal 2015 e permanete almeno fino al novembre 2016.

Pena unificata di due anni e 4 mesi. Per l’effetto, aveva quindi determinato la pena unificata nella misura di anni 2 e mesi 4 di reclusione ed euro 500 di multa disponendo la carcerazione del condannato per l’espiazione della pena residua; chiedendo contestualmente alla corte d’appello di voler revocare la sospensione condizionale della pena, avendo il Sordo commesso a partire dal 2015 e permanente almeno fino al novembre 2016, quindi nel quinquennio dall’irrevocabilità (24 giugno 2014) della sentenza.

Ok alla revoca della sospensione condizionale. “Va richiamato e ribadito – si legge nelle motivazioni della sentenza del 12 maggio – il principio di diritto secondo cui la revoca della sospensione condizionale ex art. 168, comma primo, n. 1, cod. pen. va disposta se il nuovo reato permanente (anche associativo, come nella specie) è commesso durante il periodo di osservazione (cinque anni per delitti successivi alla sentenza con la quale sia stata concessa la sospensione), indipendentemente dalla circostanza che l’irrevocabilità della precedente sentenza sia successiva all’inizio della permanenza”. 


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