Viterbo – Condannato a cinque anni di reclusione un nordafricano accusato di avere picchiato e violentato la moglie che non voleva fare sesso, quando vivevano a Onano. L’accusa aveva chiesto quattro anni e mezzo di carcere, il collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi gli ha inflitto 5 anni con la sospensione della potestà genitoriale.
Carabinieri e 118 – Immagine di repertorio
Come detto. I fatti da cui è scaturita la denuncia sono avvenuti a Onano e risalgono alle nove di sera del 24 maggio 2021. La donna finì in ospedale e il marito fu allontanato, trasferendosi a Canepina, dove in breve moglie e figlio lo hanno raggiunto, tornando a vivere insieme per qualche mese, dopo di che la coppia ha ripreso a litigare. Era novembre 2021 quando entrambi si recarono dai carabinieri, per chiedere aiuto per risolvere la situazione.
“Scoperto che per tornare insieme avevano violato l’allontanamento, abbiamo consigliato a lui di andare via per qualche giorno, in attesa che le operatrici del centro antiviolenza cui si era rivolta la donna le trovassero una sistemazione a Roma. Ma lei ci ripensò e non fu possibile”, ha spiegato un carabiniere, citato come testimone dal difensore Domenico Gorziglia.
La sera del 24 maggio 2021 i carabinieri si precipitarono presso l’abitazione, situata in un viottolo del centro storico, raggiungibile solo a piedi. Lei li stava aspettando sotto casa in canottiera, pantaloni lunghi e ciabatte. “Il bambino dormiva nel lettone. Il marito, invece, si era allontanato andando da amici, ma quando lo abbiamo fatto chiamare dalla moglie al telefono è venuto”, ha spiegato a una delle udienze del processo uno dei carabinieri di Acquapendente che hanno condotto l’intervento.
Portata in ospedale, la parte offesa avrebbe detto ai sanitari di essere stata anche costretta a subire un rapporto sessuale non voluto, motivo per cui il marito era accusato, oltre che di maltrattamenti aggravati in famiglia,, anche di violenza sessuale.
Il pubblico ministero Massimiliano Siddi, sottolineando il contesto socio-culturale della coppia, la riconosciuto la “minore gravità “della condotta”. Il difensore Gorziglia, a sua volta, ha spiegato come nel paese d’origine dell’imputato non sia previsto un no da parte della donna, se il marito desidera avere rapporti sessuali con la moglie.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
